Sanità calabrese, svolta in Consiglio dei Ministri: approvato il Piano di rientro 2026-2028 per l’uscita dal commissariamento
ROMA – Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo al nuovo Piano di rientro della sanità in Calabria per il triennio 2026-2028. Si tratta di un passaggio di portata storica per la regione, che delinea una precisa tabella di marcia per mettere fine a oltre quindici anni di commissariamento e per risanare, in via definitiva, il cronico disavanzo finanziario che ha gravato sulle casse e sui servizi regionali.
La sfida del triennio: LEA e riorganizzazione dei servizi
Il cuore del documento programmatico punta a un duplice obiettivo: garantire la sostenibilità economico-finanziaria e, contemporaneamente, innalzare la qualità delle prestazioni sanitarie. Il ritorno alla gestione ordinaria della sanità calabrese sarà infatti subordinato al raggiungimento di standard adeguati nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), in particolare nei settori della prevenzione, dell’assistenza ospedaliera e della medicina territoriale.
Per superare le storiche criticità del sistema, il Piano punta su interventi strutturali mirati:
- Potenziamento degli organici: un piano straordinario per colmare le carenze di personale medico e infermieristico.
- Riforma della rete ospedaliera: riorganizzazione dei presidi e potenziamento della rete di emergenza-urgenza.
- Rivoluzione territoriale: implementazione delle Case e degli Ospedali di comunità, attivazione delle Centrali operative territoriali (Cot) e digitalizzazione dei servizi tramite la telemedicina e la diffusione del Fascicolo sanitario elettronico.
Risorse sul tavolo e contrasto alla mobilità passiva
A supporto di questa transizione, la Regione Calabria ha già deliberato il riparto provvisorio di circa 54,6 milioni di euro per l’anno 2026. Questi fondi saranno destinati prioritariamente a coprire i maggiori costi del personale necessari per attuare il nuovo modello di assistenza territoriale delineato dal Decreto Ministeriale 77/2022.
L’obiettivo di medio termine è duplice: incrementare progressivamente il personale in servizio nel triennio e arginare il fenomeno della mobilità passiva, ovvero la migrazione dei pazienti calabresi verso gli ospedali di altre regioni. Per farlo, la Calabria punta ad aumentare l’offerta di prestazioni in loco, blindando l’equilibrio di bilancio anche grazie all’apporto di risorse finanziarie regionali aggiuntive.
La sfida dell’attuazione
Con il via libera del Consiglio dei Ministri e il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni, la Calabria ottiene finalmente la chiave di volta per ridisegnare il proprio Servizio sanitario. Tuttavia, come sottolineano gli osservatori, l’efficacia del provvedimento non si misurerà sulle carte, ma sulla reale capacità della macchina amministrativa regionale di tradurre le linee guida in servizi concreti per i cittadini nei prossimi tre anni.






