Doppio incendio nel fondo agricolo di Doris Lo Moro a Lamezia Terme: l’ombra del dolo su uliveti e agrumeti
Un doppio, inquietante rogo a distanza di pochissime ore. Nel cuore agricolo di Lamezia Terme, a breve distanza dallo scalo aeroportuale, la terra ha bruciato per due volte consecutive, mandando in fumo ettari di preziosi agrumeti e uliveti. La proprietà colpita appartiene a una figura di spicco della politica e della magistratura calabrese: l’onorevole Doris Lo Moro.
Cronaca di un doppio rogo a ridosso delle piste
Tutto è iniziato nel primo pomeriggio di domenica 14 giugno. Le fiamme, improvvise e voraci, si sono propagate rapidamente all’interno del fondo agricolo. L’allarme è scattato intorno alle 15:00, mobilitando immediatamente un contingente di 13 vigili del fuoco supportati da due autobotti e diversi mezzi d’appoggio. Un’operazione complessa, conclusasi solo dopo sei ore di strenua lotta contro il fuoco, verso le 21:00.
Ma il peggio doveva ancora venire.
Lunedì 15 giugno, quando la cenere sembrava ormai fredda, un secondo, violento focolaio è divampato nello stesso identico terreno. Nuovamente sul posto i vigili del fuoco, nuovamente fumo e distruzione. Due episodi fotocopia in meno di ventiquattr’ore. Troppo vicini nel tempo e nello spazio per essere considerati una semplice coincidenza. Per entrambi gli eventi sono già state depositate formali denunce alle autorità competenti.
Indagini a tutto campo e reazioni della società civile
I Carabinieri della compagnia locale hanno avviato accertamenti approfonditi. Sebbene gli inquirenti mantengano il massimo riserbo, la pista del dolo è tutt’altro che esclusa: la ripetitività e la tempistica dei roghi lasciano ipotizzare un’azione deliberata.
La notizia ha scosso profondamente il tessuto sociale e politico del territorio. Attestati di stima e solidarietà sono giunti dal Partito Democratico di Lamezia Terme, dalla Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo e da numerose associazioni cittadine, che chiedono a gran voce indagini rapide e incisive.
A farsi portavoce di questa forte preoccupazione collettiva è Enzo Scalese, segretario generale della Cgil Area Vasta:
«Doris Lo Moro rappresenta da molti anni una presenza autorevole nella vita pubblica della Calabria. Per questo quanto accaduto suscita particolare preoccupazione e impone un accertamento rigoroso delle cause e delle eventuali responsabilità. Saranno gli organi competenti a fare piena luce sull’episodio e occorre avere fiducia nel loro lavoro».
Scalese ha poi allargato la riflessione al contesto socio-politico calabrese, ponendo l’accento sulla sicurezza di chi si espone in prima persona:
«In una terra che continua a misurarsi con la sfida della legalità, è fondamentale che chi svolge attività politica, istituzionale o sociale possa operare serenamente e senza alcun condizionamento. Ogni episodio che rischia di incrinare questo principio riguarda l’intera comunità e non soltanto la persona direttamente coinvolta. A Doris Lo Moro rivolgo un sincero messaggio di solidarietà e vicinanza, con l’auspicio che gli accertamenti in corso consentano di chiarire rapidamente quanto avvenuto e di restituire piena tranquillità a lei e alla sua famiglia».
Le indagini proseguono senza sosta. Lamezia Terme attende risposte, mentre l’attenzione resta altissima su un episodio che ha il sapore amaro dell’intimidazione





