Cronaca

Falso in atto pubblico: avviso di garanzia al sindaco di Crotone Vincenzo Voce per le concessioni dello stadio

CROTONE – Un fulmine a ciel sereno scuote Palazzo di Città. Vincenzo Voce, sindaco di Crotone, è finito nel registro degli indagati della Procura locale. L’accusa? Falso in atto pubblico. Al centro del mirino degli inquirenti non ci sono grandi flussi di denaro o appalti milionari, bensì le carte burocratiche che regolano la vita dello stadio “Ezio Scida”, con un focus specifico sulla gestione e la vendita di bevande all’interno dell’impianto sportivo.

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Il nodo delle autorizzazioni: cosa contesta la Procura

Tutto ruota attorno a un presunto “copia e incolla” amministrativo che non è sfuggito agli investigatori.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli uffici comunali avrebbero rilasciato le autorizzazioni necessarie per disputare le partite casalinghe del Crotone Calcio (militante in Serie C) basandosi su presupposti normativi ormai superati. Nello specifico, per consentire la somministrazione di cibi e bevande, i documenti firmati avrebbero fatto esplicito riferimento a una vecchia concessione scaduta nel lontano 2022. Una svista? Un atto deliberato? Sarà la magistratura a stabilirlo. Nel frattempo, i militari della Guardia di Finanza hanno già provveduto a notificare un avviso di garanzia e un contestuale invito a comparire non solo al primo cittadino, ma anche a Salvatore Gangemi, dirigente del settore tecnico del Comune.

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Il contesto: lo stadio, i controlli e le garanzie di legge

La vicenda giudiziaria si inserisce in un mosaico più ampio e complesso di verifiche sulla gestione amministrativa dello stadio Ezio Scida. Sotto la lente d’ingrandimento delle fiamme gialle sono finite da tempo le concessioni e le autorizzazioni per il bar interno all’impianto, storicamente riconducibile alla famiglia Vrenna.

La macchina della giustizia si è messa in moto, ma la prudenza è d’obbligo.

  • Nessun giudizio anticipato: L’avviso di garanzia è, per l’appunto, uno strumento a tutela dell’indagato per consentirgli di difendersi sin dalle prime fasi del procedimento.
  • Presunzione di innocenza: Sia il sindaco Voce che il dirigente Gangemi rimangono pienamente innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

La fase istruttoria è ancora in pieno svolgimento. Spetterà ora ai magistrati della Procura di Crotone analizzare le memorie difensive e i documenti sequestrati per decidere se procedere con una richiesta di rinvio a giudizio o se, al contrario, far calare il sipario sulla vicenda con un’archiviazione. I prossimi interrogatori saranno decisivi per delineare i contorni di una storia che unisce, ancora una volta, la politica locale alle sorti del principale tempio sportivo della città.

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