Arte

L’oro di Crotone illumina il San Carlo: Michele Affidato firma i Nastri d’Argento Grandi Serie 2026

NAPOLI – Il sipario del Teatro San Carlo si alza su una notte di specchi e di metalli nobili. C’è un filo invisibile, ma robustissimo, che unisce l’antica arte orafa di Crotone alla grande serialità televisiva italiana. Questo legame porta il nome di Michele Affidato. Anche nel 2026, per la sesta edizione dei Nastri d’Argento Grandi Serie – l’ambìto riconoscimento promosso dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) – le sculture consegnate ai trionfatori della serata portano la firma del maestro orafo calabrese. Un sodalizio, il loro, nato insieme al premio stesso e consolidatosi nel tempo come sinonimo di assoluto prestigio.

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La cornice del Massimo napoletano, tempio della lirica e della cultura globale, ha fatto da perfetto contraltare alla solennità delle premiazioni. Sotto i palchi dorati, la serialità italiana ha celebrato il suo stato di grazia, una stagione d’oro capace di coniugare il favore del pubblico con il plauso della critica più severa.

Il palmarès della sesta edizione

I verdetti dei Giornalisti Cinematografici hanno disegnato una mappa variegata del talento nazionale. La commedia ha trovato la sua massima espressione nella terza, applauditissima stagione di “Call My Agent – Italia”, mentre il brivido del poliziesco ha consacrato “Il Mostro” come miglior serie crime dell’anno. Sul fronte drammatico, la giuria ha incoronato “Prima di noi”, laddove il Nastro per la miglior dramedy è andato a “La Preside”, opera che ha saputo intercettare anche il maggior numero di preferenze tra i votanti. Per i film destinati al piccolo schermo, il trionfo è stato tutto de “Il Falsario”.

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Un capitolo a parte merita l’impatto culturale delle produzioni storiche e biografiche. La Serie dell’Anno è “Portobello”, il doloroso e potente affresco firmato da Marco Bellocchio sulla vicenda umana e giudiziaria di Enzo Tortora.

I volti del cinema sul piccolo schermo

I premi individuali hanno visto sfilare sul palco del San Carlo le icone della fiction contemporanea. Luisa Ranieri, magnetica e applauditissima, ha ritirato il premio come Protagonista Grandi Serie 2026. Accanto a lei, un mostro sacro come Carlo Verdone ha fatto incetta di consensi, eletto Personaggio dell’Anno grazie al doppio successo di “Vita da Carlo” e “Scuola di seduzione”.

La serata ha vissuto momenti di profonda emozione con la consegna del Nastro d’Argento Speciale a Lino Guanciale, interprete di una stagione televisiva poliedrica e di straordinario spessore artistico. Applausi scroscianti anche per Luca Argentero, premiato come miglior attore protagonista per il legal drama “Avvocato Ligas”. La dimensione internazionale dell’evento è stata infine suggellata dal premio a Can Yaman: l’attore turco è stato incoronato Protagonista Internazionale per l’attesissimo kolossal “Sandokan”.

L’arte che si fa memoria

Per Michele Affidato, la creazione di questi premi non è un semplice esercizio di stile. È un rito. Ogni pezzo che esce dal suo laboratorio è un’opera d’arte pensata per cristallizzare il talento e lo sforzo creativo di chi lo riceve, trasformando la materia in memoria storica dello spettacolo italiano.

I Nastri d’Argento Grandi Serie – sostenuti dal Ministero della Cultura e realizzati in sinergia con la Film Commission Regione Campania – si confermano così il baricentro dell’industria audiovisiva nazionale. E mentre i riflettori di Napoli si spengono, per il maestro orafo si apre un’estate densa di impegni. Il suo viaggio tra i grandi festival del cinema, del giornalismo e della cultura prosegue, portando la lucentezza dell’artigianato d’eccellenza italiano sui palcoscenici più prestigiosi del mondo.

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