Lotta, turismo e record: a Scalea l’Italian Stallion Tournament 2026 fa centro. In 790 sul tappeto, la Riviera dei Cedri conquista il mondo
SCALEA – Oltre settecentonovanta atleti. Più di venti nazioni rappresentate, tre continenti mobilitati e una Riviera dei Cedri letteralmente invasa dall’energia della lotta olimpica. Si chiude così, con numeri da capogiro e un bilancio che va ben oltre il dato puramente agonistico, l’edizione 2026 dell’Italian Stallion Tournament, andata in scena a Scalea dal 5 al 13 giugno.
Non è stato un semplice torneo. È stata, piuttosto, una vera e propria festa dello sport e dell’integrazione, capace di spaccare in due il calendario della costa tirrenica cosentina con una formula collaudata ma sempre sorprendente.
Il tappeto e il campus: la doppia anima dell’evento
La prima fase, andata in scena dal 5 al 7 giugno, ha visto la palestra comunale di Scalea trasformarsi in un’arena vibrante. Qui, lottatori e lottatrici di ogni età – dagli Under 13 fino alle categorie assoluti – si sono sfidati senza sosta nelle tre discipline cardine: lotta libera, lotta femminile e greco-romana. Incontri rapidi, intensi, dove la tecnica ha sposato la foga agonistica.
Poi, il cambio di scenario. Dall’8 al 13 giugno i riflettori si sono spostati sulle strutture del Santa Caterina Village per il training camp collegiale internazionale. Meno tensione da podio, più condivisione. Tecnici e atleti provenienti da contesti geografici e culturali lontanissimi hanno sudato sugli stessi tappeti, scambiandosi metodologie di allenamento e segreti del mestiere, prima di congedarsi con una spettacolare esibizione finale che ha strappato applausi a scena aperta.
L’onda d’urto economica e turistica
Ma a Scalea la lotta non è rimasta confinata dentro le palestre. L’evento si è rivelato un formidabile volano economico per l’intera Riviera dei Cedri. Moltissimi atleti, data la giovane età, sono arrivati in Calabria accompagnati dalle famiglie. Il risultato? Un indotto turistico imponente, alberghi pieni e ristoranti affollati. Tra una sessione di allenamento e l’altra, delegazioni e accompagnatori si sono riversati sul territorio: dalle mini crociere per ammirare l’Isola di Dino nel Parco Marino, fino alle passeggiate tra i vicoli suggestivi dei centri storici di Scalea e Diamante.
Un miracolo organizzativo reso possibile grazie alla sinergia con Ecotur e la rete locale degli operatori, capaci di strutturare un’accoglienza impeccabile che ha saputo fondere, in un unico brand, sport e promozione territoriale.
Le voci dei protagonisti
Sul palco della cerimonia di chiusura, i sorrisi dei promotori e delle istituzioni valevano più di mille parole. Accanto all’organizzatore Michele Liuzzi e al presidente di Ecotur Giancarlo Formica, c’erano Fabio Ferrara, consigliere delegato allo Sport e Turismo del Comune di Scalea, e Umberto Labozzetta, consulente alla direzione di Rai Radio2, giunto direttamente dal grande concerto della sera prima a Cosenza e rimasto affascinato dal clima di lealtà e aggregazione tipico della lotta.
«Una manifestazione di respiro globale», ha commentato con entusiasmo Fabio Ferrara. «Ospitare circa 800 atleti da Asia, Europa e Nord America è la prova provata che Scalea sta diventando un punto di riferimento imprescindibile per i grandi eventi. Questo binomio tra sport e turismo è la strada giusta per far crescere la nostra comunità».
Sulla stessa lunghezza d’onda Giancarlo Formica: «La Riviera dei Cedri si conferma terra di grandi eventi. Abbiamo dimostrato di saper accogliere il mondo e siamo pronti a farlo ancora, valorizzando la nostra vocazione all’ospitalità».
Infine, il ringraziamento commosso del “regista” dell’evento, Michele Liuzzi: «Grazie alle società, ai tecnici, alle famiglie e soprattutto a questi straordinari atleti. Il loro entusiasmo ha reso questa edizione indimenticabile. Il successo di oggi è il frutto del lavoro di una squadra immensa».
L’Italian Stallion Tournament 2026 va in archivio, ma lascia un’eredità chiara: quando istituzioni, sport e imprenditoria locale remano nella stessa direzione, il territorio vince sempre per KO tecnico.





