Sotto il sole cocente, a bordo di un guscio di noce: la clamorosa protesta del sindaco di Crucoli contro l’erosione che ne cancella il futuro
TORRETTA DI CRUCOLI (KR) – Oggi, 16 giugno 2026, la linea di costa non è solo un confine geografico che si restringe, ma il palcoscenico di una protesta disperata.
L’architetto Cataldo Librandi, sindaco di Crucoli, ha deciso di dire basta. E lo ha fatto nel modo più visibile, faticoso e simbolico possibile: abbandonando la comodità del palazzo municipale per salire a bordo di una piccola imbarcazione, intenzionato a rimanere in mare aperto, sotto il sole battente, ad oltranza. Una sentinella solitaria fluttuante davanti al litorale ferito della frazione Torretta.
La motivazione? Un’attesa che dura da oltre dieci anni.
Il cuore del problema risiede nel mancato avvio dei lavori per la realizzazione delle barriere soffolte, opere di difesa costiera cruciali e già finanziate dalla Regione Calabria all’interno di un progetto intercomunale che coinvolge anche Cirò Marina e Melissa. Eppure, nonostante i fondi ci siano e l’appalto sia stato aggiudicato anni fa, i rinvii tecnico-amministrativi si sono succeduti in un limbo burocratico apparentemente infinito. Nel frattempo, la terra scompare.
Un tempo, questo tratto di costa ionica era il motore pulsante di un’economia turistica balneare fiorente, capace di sostenere l’intera comunità. Oggi, quel motore rischia il grippaggio definitivo. Le mareggiate invernali – con la ferita ancora aperta dei danni devastanti causati dal ciclone Harry – non risparmiano più nulla. Il mare avanza implacabile, aggredendo il lungomare, divorando le infrastrutture pubbliche, minacciando le attività commerciali e, cosa ancor più grave, mettendo a repentaglio l’incolumità stessa delle abitazioni e dei residenti.
“Non si tratta di una provocazione, ma di un grido d’aiuto”, fanno sapere dall’entourage del primo cittadino. È l’estremo tentativo di sensibilizzazione istituzionale di una comunità che si sente abbandonata al proprio destino alla vigilia di una nuova stagione estiva, esposta senza difese alle prossime tempeste.
La richiesta di Librandi alla Regione Calabria e agli enti competenti è netta, strutturata in tre punti inderogabili che pretendono risposta immediata:
- La data effettiva di consegna dei lavori alla ditta esecutrice;
- Un cronoprogramma definitivo e vincolante delle opere;
- Le misure urgenti per garantire l’immediato avvio del cantiere.
La rotta è tracciata. Il sindaco ha chiarito che non rimetterà piede a terra fino a quando non riceverà una comunicazione ufficiale scritta, contenente date certe e non più procrastinabili. Fino ad allora, il suo ufficio sarà una barca cullata dalle onde, sotto il cielo di giugno, a testimoniare la fragilità di un territorio che non può più permettersi di aspettare.





