VIDEO – Il congedo del Prefetto Franca Ferraro : «Lascio una Crotone ferita ma orgogliosa, il suo futuro sono i giovani»
CROTONE – Tre anni e sei mesi. Una frazione temporale che, a seconda dell’unità di misura adottata, può apparire infinitesima o straordinariamente densa. Se si sfoglia il calendario, è il racconto di una tappa professionale; se si scava invece nel solco delle esperienze, degli incontri, delle emergenze affrontate e dei legami umani costruiti, quel triennio abbondante si trasforma in un patrimonio inestimabile. Si congeda così il Prefetto di Crotone, con una lettera aperta che è al contempo un bilancio umano e un manifesto di speranza per il territorio.
Un addio che non cede al formalismo della burocrazia, ma che parla la lingua della gratitudine. «Sono stati anni intensi – scrive il Prefetto – nei quali ho avuto l’onore e la responsabilità di rappresentare lo Stato in questa terra e nei quali ho imparato a conoscere, giorno dopo giorno, Crotone e la sua provincia». Un territorio che prima di questa esperienza era legato solo ai ricordi delle vacanze e che oggi, invece, ha il volto delle persone incontrate, delle storie ascoltate e delle battaglie condivise.
Oltre i pregiudizi: una terra di risorsa e riscatto
Nelle parole del Prefetto emerge la fotografia nitida di una provincia complessa, troppo spesso schiacciata da narrazioni stereotipate. «Crotone ha problemi, certamente, ma non può essere identificata soltanto con essi. Ha fragilità, ma anche risorse straordinarie. Ha bisogno di opportunità, ma soprattutto di continuare a credere nelle proprie possibilità».
La visione del ruolo istituzionale che ha guidato l’azione della Prefettura in questi anni si fonda su un principio di prossimità: «Essere Prefetto significa essere al servizio delle persone. Significa rappresentare lo Stato con fermezza e autorevolezza, ma anche con ascolto. Significa assumersi responsabilità, soprattutto nei momenti più difficili, e cercare di costruire ponti tra le Istituzioni e i cittadini».
Il ringraziamento alla “squadra” dello Stato
Il commiato diventa l’occasione per ringraziare chi, sul territorio, compone l’ossatura dello Stato e della società civile. Dal Presidente della Regione ai Sindaci e commissari straordinari, fino ai vertici e agli operatori delle Forze dell’Ordine, delle Forze Armate, dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, definiti presidio silenzioso e quotidiano a tutela della comunità. Un ringraziamento che si estende alla Magistratura, al mondo della scuola – «perché educare alla legalità significa costruire il futuro» –, al Terzo Settore e, non da ultimo, a tutto il personale della Prefettura, definito una vera e propria «squadra» con cui sono state condivise ansie, scadenze e successi.
«Il lavoro di un Prefetto – sottolinea – non è mai il lavoro di una sola persona. Dietro ogni decisione ci sono professionalità, sacrificio e senso del dovere».
L’appello alle nuove generazioni: «Non andatevene»
Il passaggio più vibrante e politico – nel senso più alto del termine – è quello rivolto direttamente ai giovani crotonesi, ai quali viene affidato un vero e proprio passaggio di testimone generazionale:
«Non smettete di credere nelle vostre capacità, non considerate la partenza come l’unica possibilità per realizzarvi. Abbiate il coraggio di studiare, di formarvi, di sognare e, quando possibile, di tornare a restituire a questa terra ciò che avete ricevuto. Il futuro di Crotone passa inevitabilmente da voi».
Un monito che suona anche come un richiamo alla responsabilità per la classe dirigente locale, chiamata a offrire ai ragazzi «azioni concrete, univoche e concludenti» che possano fungere da esempio.
Un bilancio che è soprattutto umano
Nessun elenco di cifre o statistiche accompagna questo congedo. Il bilancio che conta, per chi ha guidato l’ufficio territoriale del Governo, si misura sulle relazioni umane. «Sono arrivata a Crotone con il compito di dare legalità e sicurezza. Vado via con la sensazione di avere ricevuto umanità e insegnamenti».
Nelle ultime righe, il ricordo si fa visivo, quasi cinematografico, unendo i faldoni d’ufficio alla bellezza del paesaggio: «Quando ripenserò a questo periodo non ricorderò soltanto le riunioni o le emergenze, ma i volti, il mare, questa città e il privilegio di averla servita».
Crotone, per il Prefetto che parte, non sarà una pratica da archiviare: «Ci sono esperienze che finiscono soltanto formalmente. Nel cuore, invece, continuano». Un augurio di riscatto e un ringraziamento sincero che sigillano un legame destinato a restare.





