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CronacaReggio Calabria

Finto finanziere truffa anziana e le ruba 6 mila euro di gioielli: arrestato 23enne

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La svolta nelle indagini della Squadra Mobile grazie alle telecamere di videosorveglianza e alle impronte digitali lasciate nell’abitazione della vittima.

REGGIO CALABRIA – Una telefonata allarmante, la richiesta di aiuto e poi la visita a domicilio. La classica, terribile trappola ordita ai danni dei più fragili si è consumata lo scorso 27 agosto nel cuore di Reggio Calabria, ma per il presunto responsabile si sono aperte le porte del carcere. Gli agenti della Squadra Mobile reggina hanno infatti eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un giovane di 23 anni, accusato di truffa aggravata ai danni di una persona anziana.

La ricostruzione del raggiro

La vicenda ha avuto inizio a fine agosto con una modalità ormai tristemente nota alle forze dell’ordine. La vittima è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è spacciato per un Maresciallo della Guardia di Finanza. Convinta dal finto militare della necessità improcrastinabile di stipulare una polizza assicurativa tramite la consegna di oggetti di valore, la donna ha aperto le porte di casa al 23enne. Il giovane si è fatto consegnare monili e preziosi per un valore complessivo di circa 6.000 euro, per poi far perdere rapidamente le proprie tracce.

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Le indagini e la svolta scientifica

A incastrare il presunto truffatore è stato il lavoro d’indagine coordinato dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e condotto sul campo dagli investigatori della Squadra Mobile. Decisivo si è rivelato l’incrocio tra la visione dei filmati degli impianti di videosorveglianza della zona e i rilievi della Polizia Scientifica all’interno dell’appartamento della vittima. Proprio durante i sopralluoghi, gli agenti sono riusciti a isolare un’impronta digitale che, dagli accertamenti di laboratorio, è risultata appartenere in modo inequivocabile al ventitreenne.

L’operazione testimonia ancora una volta il costante impegno della Magistratura e della Polizia di Stato nella prevenzione e nel contrasto dei reati predatori, in particolare di quelli commessi a danno delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Si ricorda che il procedimento versa attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, in forza del principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza dell’indagato sarà definitivamente accertata solo in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.

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