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Gioiosa Ionica, maxi sequestro di marijuana tra i boschi delle Preserre: piante alte fino a quattro metri

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L’operazione dei Carabinieri nella Locride ha portato alla scoperta di una piantagione hi-tech nascosta nella vegetazione. Il raccolto avrebbe fruttato oltre due milioni di euro sul mercato nero.

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GIOIOSA IONICA (RC) — Erano nascoste nel cuore più fitto e impervio delle Preserre Calabresi, protette da una vegetazione quasi impenetrabile e lontane da qualsiasi via di comunicazione battuta. Eppure, le oltre trecento piante di canapa indiana individuate dai Carabinieri non sono sfuggite ai controlli capillari che da settimane stanno interessando i territori più isolati della Locride. Un’operazione imponente che, secondo le stime degli inquirenti, ha sottratto alle casse della criminalità organizzata locale un giro d’affari di oltre due milioni di euro, impedendo l’immissione sul mercato di circa 200 mila dosi di stupefacente.

Il blitz è scattato a Gioiosa Ionica, dove i militari della locale Stazione, supportati dai colleghi dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria” e dall’8° Nucleo Elicotteri, sono riusciti a localizzare la coltivazione illecita. La piantagione era suddivisa in due distinte piazzole ricavate sui versanti collinari, mimetizzate tra gli arbusti selvatici. A colpire gli investigatori sono state soprattutto le dimensioni della canapa: fusti rigogliosi, in pieno stato vegetativo, alti tra i due e i quattro metri, pronti per essere raccolti e lavorati.

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Raggiungere il sito ha richiesto ore di marcia a piedi lungo sentieri scoscesi e pendii ripidi, attraverso un’articolata attività di rastrellamento. Una scelta logistica, quella dei coltivatori, studiata nei minimi dettagli per sfruttare le barriere naturali del territorio. Nonostante l’isolamento, l’area era attrezzata con standard quasi industriali: i militari hanno infatti rinvenuto e sequestrato sofisticati impianti di irrigazione automatizzati, progettati per garantire un costante afflusso d’acqua alle piante senza richiedere una presenza quotidiana sul posto.

L’operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di contrasto al traffico di stupefacenti che, solo nell’ultimo periodo, ha consentito ai Carabinieri di individuare e distruggere oltre 2.300 piante di cannabis nella zona. Il monitoraggio delle aree rurali e montane della provincia reggina rimarrà altissimo anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di neutralizzare i canali di finanziamento delle consorterie criminali che continuano a sfruttare l’aspra geografia del territorio per i propri traffici illeciti.

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