Asp Rc: ospedale Melito presidio strategico. Parlano i numeri: investimenti, personale e nuovi servizi per il territorio
Non è solo un punto di riferimento geografico per l’area grecanica, ma un vero e proprio pilastro della sanità reggina. L’ospedale di Melito Porto Salvo si conferma al centro della programmazione strategica dell’Asp di Reggio Calabria, intenzionata a consolidare il ruolo del presidio attraverso una massiccia iniezione di risorse, personale e tecnologie di ultima generazione. Un cambio di passo tangibile, guidato da una visione che punta a integrare l’assistenza ospedaliera con quella territoriale.
I numeri, d’altronde, non mentono.
Al 31 dicembre 2025, il bilancio delle risorse umane segna un netto segno più: 152 unità in attivo tra assunzioni e cessazioni, un saldo positivo che distribuisce nuova linfa tra il comparto e la dirigenza medica, allentando la pressione su reparti storicamente in affanno. Non si tratta di promesse cartacee, ma di professionisti già operativi nei corridoi del presidio.
Sul fronte economico, la svolta è altrettanto evidente. Tra il 2022 e il 2025, l’azienda sanitaria ha messo a terra oltre 3 milioni di euro destinati a grandi tecnologie e manutenzioni straordinarie. Entrando nel dettaglio, da maggio 2022 a oggi sono stati collaudati ben 321 nuovi dispositivi tecnologici, per un valore patrimoniale che sfiora 1,9 milioni di euro.
Il blocco operatorio cambia volto. Nuove apparecchiature per l’anestesia, un tavolo operatorio moderno, un microscopio operatorio dedicato all’oculistica e una nuova autoclave ridefiniscono gli standard di sicurezza degli interventi, mentre l’intera area di sterilizzazione del presidio è stata completamente riorganizzata. Parallelamente, si rafforzano le dotazioni per la gastroenterologia.
La diagnostica per immagini fa un balzo in avanti. Sette nuovi ecografi di ultima generazione, finanziati tramite i canali del PNRR e del Programma operativo regionale, sono già operativi nei vari reparti, e altri due sono in fase di consegna. La Radiologia è stata dotata di un sistema digitale e di un ortopantomografo tridimensionale, con un contestuale ammodernamento delle sale diagnostiche. Ma c’è di più. Entro il mese di luglio, la nuova area senologica ospiterà un mammografo digitale con tomosintesi e sistema stereotassico, presidio fondamentale per la prevenzione oncologica. Nel frattempo, si attende solo il via libera regionale e ministeriale per far partire i lavori della nuova TAC, il cui progetto esecutivo è già stato approvato.
La modernizzazione passa anche dall’immateriale. È entrato infatti in funzione il nuovo sistema informatico per la gestione e l’archiviazione delle immagini radiologiche (PACS), mentre i processi del laboratorio analisi sono stati interamente digitalizzati, consentendo l’invio diretto dei referti al Fascicolo Sanitario Elettronico dei pazienti.
L’Oncologia rappresenta un altro fronte caldo e prioritario. Con 500 mila euro già deliberati a carico del bilancio aziendale, il reparto si prepara a una ristrutturazione profonda che partirà entro l’anno; nel frattempo, i pazienti possono già usufruire di dieci nuove poltrone per la chemioterapia. Anche il Pronto Soccorso e l’Osservazione Breve Intensiva (OBI) hanno visto l’introduzione di nuovi monitoraggi e un primo adeguamento degli spazi, in attesa della ristrutturazione globale dell’area d’emergenza.
La sanità moderna, tuttavia, non vive di solo ospedale. L’integrazione con il territorio è la vera scommessa del DM 77/2022. In quest’ottica, il trasferimento delle attività specialistiche dall’ex INAM alla nuova Casa della Comunità di Roghudi – struttura moderna, già validata dal Ministero e pienamente operativa – non deve essere letto come un ridimensionamento, bensì come un’opportunità. Insieme all’Ospedale di Comunità di Bova Marina, queste realtà nate dalla programmazione PNRR 2021-2022 ridisegnano la medicina di prossimità, garantendo risposte tempestive e coordinate ai bisogni dei soggetti più fragili, in particolare bambini e anziani.
Fatti, cifre, cantieri. Questa è la risposta dell’Asp di Reggio Calabria alle sollecitazioni del territorio. La direzione aziendale ribadisce la totale apertura al dialogo costruttivo e al confronto con le istituzioni e le comunità locali. Tuttavia, la linea di confine è netta: ultimatum e speculazioni politiche non troveranno spazio né ascolto. La salute dei cittadini merita serietà, non slogan.





