Blitz nel Vibonese: pugno duro contro il lavoro nero, sospese quattro aziende e pioggia di sanzioni
Il sommerso non si ferma, ma i controlli nemmeno. Nelle aree più esposte della provincia di Vibo Valentia, dalle coste battute dal turismo fino ai boschi dell’entroterra montano, i Carabinieri hanno sferrato un altro colpo al lavoro irregolare e al caporalato. Il bilancio? Pesante. Cinque aziende controllate, tutte fuori legge. Quattro serrande abbassate d’autorità e sanzioni che superano il tetto dei 30.000 euro.
Un’operazione chirurgica. Gli uomini del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Vibo Valentia, supportati dai militari delle Stazioni di Serra San Bruno, Soriano Calabro e Vibo Marina, hanno passato al setaccio ventuno posizioni lavorative. I risultati fotografano una realtà ancora profondamente segnata dall’illegalità: otto lavoratori sono risultati irregolari e, tra questi, ben cinque erano completamente “in nero”, fantasmi per il fisco e per la previdenza sociale. Non solo. Gli accertamenti hanno portato alla luce anche l’uso fittizio di collaborazioni autonome occasionali, un escamotage utilizzato per aggirare i contratti subordinati e privare i lavoratori delle tutele più elementari.
Le conseguenze economiche per gli imprenditori scorretti sono state immediate. Per ogni lavoratore non registrato è scattata una maxi-sanzione amministrativa da 3.900 euro. A questa si aggiunge l’obolo per la revoca della sospensione dell’attività: altri 2.500 euro a impresa per poter riaprire i battenti, previa regolarizzazione di tutti i rapporti d’impiego.
Questa operazione non è un caso isolato. Si tratta infatti di un tassello di un mosaico molto più ampio, un piano di contrasto nazionale promosso dal Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro. L’obiettivo dichiarato è duplice: bonificare i settori tradizionalmente più vulnerabili — come l’agricoltura, l’edilizia e il turismo — e ripristinare condizioni di legalità e sicurezza sul lavoro.
Le autorità hanno già fatto sapere che la pressione non diminuirà. I controlli proseguiranno senza sosta su tutto il territorio provinciale anche nelle prossime settimane. Sotto la lente d’ingrandimento finiranno non solo i contratti, ma anche il rispetto rigoroso delle norme sulla salute e sulla sicurezza nei cantieri e nelle aziende.






