CulturaSportVideo News

VIDEO – “Liberi di giocare”: a Crotone il calcio scende in campo nel ricordo di Dodò e di mamma Francesca

Torna il torneo di calcio a cinque dedicato al piccolo Domenico Gabriele, vittima innocente della ‘ndrangheta nel 2009. Quest’anno la memoria si unisce a quella della madre, instancabile testimone di legalità scomparsa di recente.

Pubblicità
Pubblicità

CROTONE – Il pallone che rotola sul rettangolo di gioco non è solo uno sport, ma un manifesto di resistenza civile. A Crotone, il calcio a cinque torna a farsi interprete di memoria e impegno sociale con una nuova edizione del torneo “Liberi di giocare”. Quest’anno, l’iniziativa assume un significato ancora più profondo e commovente: sul campo si giocherà per ricordare Domenico “Dodò” Gabriele, il bambino di 11 anni strappato alla vita dalla violenza mafiosa, e per rendere omaggio a sua madre Francesca, scomparsa di recente dopo aver speso ogni briciolo di energia per trasformare un dolore privato in una battaglia collettiva di legalità.

La ferita del 2009 e la forza di non arrendersi

La tragedia che ha segnato per sempre la comunità crotonese risale al 25 giugno 2009. Quel giorno, su un campetto di calcetto nella periferia della città, la furia cieca di un agguato di ’ndrangheta colpì Dodò mentre giocava con i suoi amici. Vittima innocente di un regolamento di conti tra clan a cui era completamente estraneo, il piccolo si spense in ospedale dopo tre mesi di agonia, diventando uno dei simboli più dolorosi della criminalità organizzata in Calabria.

Pubblicità

Di fronte a un dramma che avrebbe potuto generare solo rassegnazione, la famiglia Gabriele e le associazioni del territorio hanno scelto la via del riscatto. Francesca, la madre di Dodò, è diventata un pilastro di questa resistenza nonviolenta. Con straordinaria dignità, ha attraversato le scuole e le piazze d’Italia per raccontare la storia di suo figlio, affinché nessun altro bambino venisse privato del diritto fondamentale di giocare e crescere libero. La sua recente scomparsa lascia un vuoto immenso, ma anche un’eredità morale che la città ha deciso di raccogliere e onorare.

Lo sport come presidio di legalità attiva

Il torneo “Liberi di giocare” nasce proprio con l’obiettivo di custodire questa memoria attraverso lo sport, inteso come strumento di educazione e aggregazione sana. Organizzato in sinergia con la Lega Nazionale Dilettanti locale e diverse realtà associative del territorio, l’evento unisce squadre di giovani, famiglie e cittadini in una giornata in cui il calcio diventa un argine contro la cultura mafiosa.

Le realtà promotrici sottolineano come la cura di questi spazi sia fondamentale: sottrarre i ragazzi alle logiche della strada e offrire loro contesti protetti e positivi è il primo passo per costruire una cittadinanza consapevole. Il campetto intitolato a Dodò cessa così di essere il luogo di un tragico ricordo per trasformarsi in un presidio di legalità attiva, dove si impara il rispetto delle regole e dell’avversario.

Con questo torneo, Crotone dimostra che fare memoria non è un esercizio sterile rivolto al passato, ma un impegno quotidiano e concreto. Ricordare Dodò e Francesca oggi significa scegliere collettivamente, a ogni calcio d’inizio, da quale parte stare.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità