Cronaca

Anziano raggirato a Condofuri: finta amicizia e furto in casa, quattro donne nei guai

Un’insospettabile trappola di finta empatia, tesa ai danni di un anziano indifeso tra le mura domestiche di Condofuri, si è conclusa all’alba di oggi con l’intervento dei Carabinieri. Fine della corsa. I militari della locale Stazione, supportati dai colleghi della Compagnia di Melito Porto Salvo e sotto la costante direzione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, hanno infatti blindato un’indagine fulminea eseguendo quattro misure cautelari personali. Le accuse formulate dagli inquirenti sono pesanti: furto aggravato e autoriciclaggio, contestati a vario titolo e in concorso.

Pubblicità
Pubblicità

Nel dettaglio, l’Autorità Giudiziaria ha disposto la misura degli arresti domiciliari per due delle indagate, mentre per le altre due complici è scattato l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

La genesi del raggiro è quasi banale nella sua spietatezza. Tutto ha inizio con un semplice annuncio pubblicitario, un gancio perfetto che ha permesso alle donne di agganciare la vittima e superare la sua naturale diffidenza. Giorno dopo giorno, le indagate sono riuscite a insinuarsi nella vita dell’anziano, fino a farsi invitare a pranzo all’interno della sua abitazione. Un pasto consumato insieme, qualche chiacchiera distensiva per allentare la vigilanza e poi il blitz silenzioso. Approfittando di un momento di distrazione dell’ospite, le donne si sono appropriate rapidamente di una cospicua somma di denaro contante e di altri beni di valore custoditi nella casa.

Pubblicità

Ma non è finita qui. Per monetizzare rapidamente il bottino, i gioielli sottratti sono stati immediatamente rivenduti a una gioielleria compiacente in cambio di 1.500 euro. Un passo falso, questo, che ha finito per configurare il reato di autoriciclaggio e che ha offerto agli investigatori la traccia decisiva per ricostruire l’illecita provenienza dei preziosi e chiudere il cerchio attorno al gruppo.

Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le indagate, pertanto, devono essere considerate presunte innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo di colpevolezza, in attesa che il confronto tra accusa e difesa si sviluppi nelle successive e opportune sedi processuali.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità