Comune di Crotone l’opposizione inchioda la giunta. Fogne fantasma e rischio frana: Papanice e Apriglianello tremano. Il giallo dei progetti scomparsi.
CROTONE – Un grido d’allarme che viaggia sui binari della legalità e della sicurezza ambientale. Sette consiglieri comunali di Crotone hanno depositato un’interrogazione scritta, durissima nei toni e chirurgica nei contenuti, indirizzata al Sindaco e alla giunta. Al centro della tempesta politica c’è lo stato, definito emergenziale, del collettamento fognario e della depurazione nelle frazioni di Papanice e Apriglianello.
La firma in calce è pesante. Giuseppe Trocino, Anna Giulia Caiazza, Massimo Criscuolo, Andrea De Vona, Alfonso Gaetano, Mario Galea e Mario Venneri hanno deciso di fare fronte comune. Lo strumento scelto è quello del sindacato ispettivo previsto dall’articolo 43 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) e dal regolamento consiliare. Ora l’amministrazione ha trenta giorni per rispondere. Trenta giorni per fare chiarezza su anni di presunte omissioni.
Un territorio fragile che “affoga” nei reflui
La premessa dei consiglieri è un quadro a tinte fosche. Papanice e Apriglianello non sono frazioni qualunque: ampie porzioni del loro territorio ricadono in aree classificate a elevato rischio idrogeologico (R3-R4), costantemente minacciate da frane e alluvioni. In questo contesto già precario, l’assenza di una rete fognaria adeguata e funzionante agisce come un detonatore silenzioso. I liquidi reflui si riversano direttamente nel suolo e nel sottosuolo. Il rischio? Non è solo un’ovvia emergenza igienico-sanitaria per i residenti, ma il concreto pericolo che le infiltrazioni continue accelerino il dissesto del terreno, minacciando la stabilità stessa delle abitazioni.
“Esercitiamo un nostro preciso diritto-dovere di controllo”, spiegano i firmatari del documento, rivendicando il ruolo di sentinelle della trasparenza amministrativa.
Il giallo dei progetti scomparsi e le domande alla giunta
L’interrogazione si articola in quattro quesiti principali che suonano come un atto d’accusa. I consiglieri chiedono innanzitutto conto degli ultimi cinque anni di gestione: quali atti di indirizzo e tutela sono stati messi in campo per evitare il totale deterioramento delle condotte esistenti? C’è stata una reale vigilanza tecnica sulle opere pubbliche fognarie realizzate nelle due frazioni?
Ma il vero colpo di scena politico riguarda la memoria storica del Comune. Gira voce nei corridoi di Piazza della Resistenza che l’Ente non sia più in possesso dei progetti originari, dei grafici e dei documenti contabili delle opere fognarie realizzate fino al 2012. Se questo scenario venisse confermato, Crotone avrebbe perso la “carta d’identità” di una parte strategica del proprio patrimonio sotterraneo. I consiglieri esigono risposte: è vero? E se sì, cosa si sta facendo per ricostruire questi archivi?
Chiamato in causa direttamente è anche il Sindaco nella sua veste di massima autorità sanitaria locale. L’opposizione vuole sapere se siano mai stati firmati provvedimenti contingibili e urgenti per fermare gli sversamenti a Papanice e proteggere le case dal rischio crollo.
Il bivio dei fondi regionali: 3,6 milioni da blindare
La partita, come sempre, si gioca anche sul fronte economico. La Regione Calabria ha recentemente varato un massiccio piano di investimenti da 175 milioni di euro per il comparto idrico e fognario. A Crotone spetta una fetta di circa 3,6 milioni.
Qui si consuma la sfida politica sul futuro a breve termine:
- La destinazione dei fondi: L’amministrazione intende vincolare questa somma per sanare definitivamente il deficit fognario di Papanice e Apriglianello?
- Il piano B: Se quei soldi sono già promessi ad altre emergenze cittadine giudicate indifferibili, come pensa la giunta di finanziare i lavori nelle frazioni?
- L’ipotesi terzo depuratore: È mai stata valutata l’idea di realizzare un impianto di depurazione autonomo e dedicato esclusivamente a Papanice e Apriglianello, superando la complessa idea di un collegamento con il depuratore centrale?





