Terremoto appalti a Crotone: l’inchiesta “Teorema” accelera e va dritta a processo
Un sistema collaudato, capace di muoversi con disinvoltura tra le pieghe della burocrazia provinciale e i bilanci dei municipi del Crotonese. È questo il quadro delineato dalla Procura di Crotone nell’inchiesta “Teorema”, un’indagine che ha appena registrato una brusca accelerazione. Il Giudice per le indagini preliminari, Assunta Palumbo, ha infatti accolto la richiesta di giudizio immediato avanzata dai magistrati inquirenti.
La decisione del gip poggia su un pilastro giuridico preciso: l’evidenza della prova. Per cinque dei venti indagati iniziali, la Procura ritiene di avere in mano elementi così solidi da poter saltare l’udienza preliminare, trascinando i protagonisti della vicenda direttamente davanti al Tribunale collegiale il prossimo 14 ottobre.
Sotto i riflettori della giustizia finiscono nomi di peso del panorama politico e professionale locale. A varcare la soglia dell’aula di tribunale saranno l’ex vicepresidente della Provincia Fabio Manica, l’imprenditore Giacomo Combariati, l’ingegnere Luca Bisceglia, l’architetta Rosaria Luchetta e l’avvocato Francesco Manica. Per loro la clessidra ha già iniziato a correre. La difesa ha ora una finestra di quindici giorni per valutare strategie alternative: evitare il dibattimento pubblico scegliendo il rito abbreviato o, in alternativa, concordare un patteggiamento.
L’impianto accusatorio descrive un presunto network corruttivo che, tra il 2023 e il 2025, avrebbe sistematicamente aggirato le regole del gioco. Nel mirino degli inquirenti sono finiti affidamenti diretti e gare d’appalto sotto soglia, spacchettati e distribuiti – secondo l’ipotesi d’accusa – calpestando i principi cardine di trasparenza, rotazione e imparzialità. Le contestazioni sono pesanti: corruzione, truffa aggravata, falso ideologico e frode nelle pubbliche forniture. Una voragine che, secondo i calcoli degli investigatori, avrebbe drenato circa 400mila euro di fondi pubblici.
Ma c’è di più. L’ombra di questa gestione si allunga anche su altre vicende amministrative. Mentre la Procura stringe il cerchio su “Teorema”, la Guardia di Finanza sta scavando negli archivi dell’ente provinciale per fare luce su un altro filone. Sotto la lente d’ingrandimento dei militari sono finiti 28 interventi eseguiti in somma urgenza per fare fronte ai danni del “Ciclone Harry”. Un’indagine parallela, formalmente distinta, che si muove però sullo stesso sfondo grigio di uffici e delibere.
La verità processuale è ancora tutta da scrivere. Il dibattimento d’autunno rappresenterà lo spartiacque decisivo per stabilire se quelle della Procura siano prove granitiche o se le tesi difensive riusciranno a smontare un teorema che, per ora, fa tremare i palazzi del potere crotonese.





