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Voli Crotone-Roma: il baratro dell’incertezza a 90 giorni dalla scadenza. Il tempo delle promesse è finito.

Il conto alla rovescia è iniziato, inesorabile. Mancano meno di novanta giorni alla scadenza del servizio di continuità territoriale che lega Crotone a Roma, e sul futuro del collegamento aereo è calato un silenzio assordante da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un silenzio che pesa come un macigno sulle speranze di un’intera provincia.

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Eppure, solo un mese fa, il 5 maggio, un barlume di speranza aveva attraversato i cieli calabresi. Il Ministero, in una comunicazione ufficiale, aveva assicurato che l’iter amministrativo per la proroga del servizio oltre la fatidica data del 31 agosto 2026 era in corso. Rassicurazioni fondate su due pilastri apparentemente solidi: la disponibilità finanziaria della Regione Calabria, pronta a investire per il prolungamento, e il consenso della compagnia aerea a operare fino all’agosto del 2027.

Ma a quella promessa non è seguito alcun atto concreto. Il nulla. Ad oggi, i sistemi di prenotazione restano bloccati al 31 agosto, gettando cittadini, imprese, lavoratori, studenti e pazienti in un limbo di totale incertezza.

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“Non possiamo più accettare questo stillicidio”, tuona il Comitato Cittadino Aeroporto Crotone, che da anni si batte contro un copione che si ripete con una puntualità disarmante: appelli accorati, richieste formali, attese estenuanti e rassicurazioni che arrivano solo quando la clessidra è quasi vuota. Il territorio di Crotone, afflitto da un deficit infrastrutturale cronico che ne frena lo sviluppo, non può e non deve considerare la continuità territoriale come una concessione elargita sotto pressione. Deve essere una garanzia. Stabile, certa, indiscutibile.

La Regione Calabria ha fatto la sua parte, stanziando risorse che appartengono ai cittadini calabresi. Ora tocca al Governo nazionale assumersi la piena responsabilità, sia politica che amministrativa, di tradurre gli impegni in decreti, senza ulteriori, ingiustificabili ritardi. Le domande che il Comitato rivolge al Ministero sono dirette, quasi brutali nella loro semplicità: a che punto è la procedura? Quando verranno completati gli adempimenti? E, soprattutto, quando i cittadini potranno tornare ad acquistare un biglietto per il futuro?

Ma la vera battaglia si gioca su un orizzonte più ampio. Non è più tollerabile combattere ogni anno per difendere un diritto sancito dalla legge. Per questo, il Governo deve avere una visione, prevedendo già nella prossima legge di bilancio le risorse necessarie a blindare la continuità territoriale oltre il 2027.

A questo punto, la questione si riduce a un bivio politico fondamentale: il Governo considera ancora Crotone un territorio che ha diritto a non essere isolato, oppure no?

Se la risposta è sì, servono atti immediati. Concreti. Se la risposta è no, allora si abbia il coraggio di dirlo apertamente, assumendosene la responsabilità politica e modificando le norme che oggi, evidentemente, valgono solo sulla carta.

L’unica cosa che non è più accettabile è l’inerzia. Lasciare un’intera comunità sospesa nell’incertezza non è solo un danno economico, è un’offesa alla sua dignità.

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