Agricoltura

Basta speculazioni su olio e grano – Coldiretti mobilita migliaia di Agricoltori in tutta Italia

Un’ondata di protesta, capillare e determinata, ha scosso la penisola da Nord a Sud. Migliaia di agricoltori, sotto le insegne della Coldiretti, hanno assediato le prefetture di tredici capoluoghi, da Roma a Palermo, passando per Cosenza, per lanciare un grido d’allarme contro la morsa speculativa che sta stritolando due pilastri dell’agroalimentare italiano: l’olio extravergine d’oliva e il grano. Nel mirino, le manovre opache di veri e propri “trafficanti” che, approfittando di un sistema di controlli inadeguato e di una legislazione da riformare, impongono prezzi da fame ai produttori, mettendo a repentaglio non solo la sopravvivenza di migliaia di aziende, ma anche la salute stessa dei cittadini.

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La mobilitazione ha visto il suo epicentro calabrese a Cosenza, dove una delegazione ha consegnato al prefetto un documento denso di richieste urgenti. “Speculazioni, inganni e una cronica mancanza di trasparenza stanno avvelenando le nostre filiere”, ha tuonato Franco Aceto, battagliero presidente di Coldiretti Calabria, “minacciando la salute pubblica e la tenuta economica di aziende già stremate da un’impennata dei costi produttivi, esacerbata dalla crisi in Iran”.

Olio d’oliva: l’oro verde sotto assedio

Il caso dell’olio extravergine d’oliva è emblematico di un paradosso insostenibile. Mentre nell’ultimo anno il prezzo riconosciuto ai produttori è precipitato del 50%, i costi di produzione, secondo il Centro Studi Divulga, sono lievitati di oltre 200 euro a ettaro. Come è possibile? La risposta si nasconde dietro una giungla di numeri e un inganno legalizzato: a fronte di una produzione nazionale di circa 234 milioni di litri, l’Italia consuma 461 milioni di litri e ne esporta 318. Il divario è colmato da un’importazione massiccia di ben 545 milioni di litri, un fiume di prodotto estero che troppo spesso, attraverso pratiche elusive come l’ultima trasformazione sostanziale prevista dal codice doganale, viene magicamente etichettato come “Made in Italy”.

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La ricetta di Coldiretti è chiara e passa per un potenziamento senza precedenti dei controlli, sfruttando tecnologie innovative come la risonanza magnetica e la mappatura isotopica, capaci di smascherare inequivocabilmente l’origine di ogni goccia d’olio. Si chiede l’applicazione ferrea delle leggi contro le pratiche sleali, il divieto assoluto di miscelare olio extravergine con sottoprodotti di qualità inferiore e la sospensione immediata delle importazioni a dazio zero dalla Tunisia, un canale che alimenta ulteriori frodi.

Grano, il prezzo della beffa

Non meno drammatica è la situazione sul fronte del grano. Nelle ore cruciali della trebbiatura, denunciano dalla Coldiretti, operatori senza scrupoli stanno tentando di imporre un prezzo di acquisto di 19 centesimi al chilo. Una cifra irrisoria, un insulto intollerabile per chi lavora la terra, soprattutto se si considera che un chilo di pasta arriva sullo scaffale a non meno di 2 euro e il pane a 3 euro. Sono gli stessi speculatori che, attraverso l’acquisto di fatture da aziende compiacenti, trasformano grano estero in prodotto nazionale, spesso contaminato da glifosato, un erbicida bandito in Europa per i suoi comprovati rischi cancerogeni, specie per i bambini.

Anche qui, le richieste sono nette: fermare le importazioni di grano trattato con glifosato in nome del principio di reciprocità, intensificare i controlli sull’origine applicando la nuova Legge Caselli contro l’agropirateria e riformare la Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano, escludendo chi si trova in palese conflitto di interessi. Infine, si chiede lo sblocco immediato di 40 milioni di euro per sostenere i produttori attraverso i contratti di filiera, unica ancora di salvezza contro la volatilità selvaggia del mercato.

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