Terza giornata per il Merano Wine Festival a Cirò Marina
Tra i calici che tintinnano e le discussioni che animano Borgo Saverona, a Cirò Marina, il Merano Wine Festival si rivela non solo una celebrazione del vino, ma una vera e propria architettura del futuro enologico calabrese. La terza giornata dell’evento traccia un bilancio che va ben oltre il successo di una manifestazione, giunta alla sua seconda edizione, delineando i contorni di una regione in piena ascesa.
Emerge il ritratto di una Calabria che non solo si conferma avanguardia nell’ospitare eventi di caratura internazionale, ma che naviga in netta controtendenza rispetto a un’enologia nazionale talvolta in affanno, spinta da una crescita costante e vigorosa delle sue cantine. Un successo amplificato dall’azione strategica del dipartimento Agricoltura della Regione, capace di attrarre sul territorio un parterre di buyers internazionali, stampa specializzata e operatori di prim’ordine, trasformando la curiosità in concrete opportunità commerciali.
Il focus si è spostato, la visione è chiara. Lo sottolinea Michelangelo Bruno Bossio, dirigente Arsac, delineando la traiettoria verso il 2026: “Oggi stiamo lavorando intensamente su uno degli obiettivi cruciali che ci siamo posti: favorire il B2B, gli accordi commerciali. Per questo, in queste due giornate integrative, abbiamo ospitato buyer provenienti da nove nazioni, che stanno incontrando le nostre cantine”. Si è passati, spiega, da una fase di narrazione a una di consolidamento. “Dopo la conoscenza dei prodotti, la loro presentazione, il racconto del territorio, dei vitigni, della nostra straordinaria biodiversità, ora siamo entrati nell’asse commerciale. Abbiamo percepito una grande curiosità verso i vini calabresi; questo è il momento opportuno per fare un passo in avanti decisivo nella proposta della nostra regione”.
Una visione che trova eco nelle parole dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, che dipinge un affresco più ampio: quello di una regione che sta forgiando il proprio avvenire sulle solide fondamenta della sua tradizione rurale e agricola. I numeri, del resto, parlano da soli: l’export è raddoppiato. E nel report sul turismo enogastronomico del 2025, la Calabria emerge come la “regione sorpresa”, un segnale inequivocabile che l’azione condotta in questi anni sta dando i suoi frutti.
Non un punto di arrivo, ma un monito, come precisa lo stesso Gallo. “Questo lavoro deve proseguire con quel connubio indissolubile fra il sistema delle imprese e la Regione, un’alleanza che sta raccontando una Calabria diversa”. Una Calabria che, assicura, “non può più tornare indietro”.





