Frana a Zumpano (CS), Carlo Tansi torna all’attacco: “rischio noto da 14 anni, chiarisca il Comune”
ZUMPANO – L’allarme sul rischio idrogeologico nell’area commerciale di Zumpano torna a farsi sentire con forza, sollevato ancora una volta da Carlo Tansi. Con una denuncia pubblica e una successiva azione formale, Tansi ha riacceso i riflettori su una situazione che definisce critica e nota da tempo, chiedendo interventi immediati e risposte chiare da parte dell’amministrazione comunale.

La miccia è stata riaccesa da “nuovi fenomeni franosi” che, secondo Tansi, stanno interessando “lo stesso identico punto” in cui una frana, nel 2012, distrusse un supermercato. L’area, che include anche un cinema multisala, è un polo di forte attrazione, “attraversata ogni giorno da centinaia di persone, lavoratori e famiglie”.
Di fronte a quella che descrive come una minaccia incombente e non un evento improvviso, Tansi è passato dalle parole ai fatti. Alle prime luci dell’alba del 20 aprile, ha inviato una dettagliata PEC indirizzata al sindaco Fabrizio Fabiano e al vicesindaco geologo Paolo Settembrino, oltre che alla Prefettura e alla Protezione Civile regionale.
Nella comunicazione, Tansi non solo chiede chiarimenti sui lavori eseguiti dopo il disastro del 2012, ma mette in dubbio l’attuale sicurezza del sito, affermando che i rischi idrogeologici sono, a suo avviso, “ancora presenti”. Contestualmente, ha presentato una formale richiesta di accesso agli atti per fare piena luce sulla gestione della vicenda.
Le domande poste all’amministrazione sono puntuali e mirano a ottenere una documentazione precisa:
- Quali interventi strutturali sono stati realizzati dopo la frana del 2012.
- Quali studi geologici e tecnici sono stati prodotti a supporto di tali interventi.
- A quanto ammontano le risorse pubbliche impiegate.
- Quali misure concrete sono state adottate per garantire la sicurezza dell’area.
“Qui non siamo davanti a un evento imprevedibile,” ha dichiarato Tansi, ricordando di aver già segnalato formalmente il rischio nel 2011, un anno prima del crollo. “Siamo davanti a un rischio noto da oltre 14 anni. I cittadini hanno diritto di sapere e io continuerò a chiedere risposte precise per la loro sicurezza. Non mi fermo.”





