Sbarchi a Crotone, la speranza e il rigore: salvate 47 persone dalla Louise Michel, 21 respingimenti
Nella quiete della notte, squarciata solo dal rumore delle onde e dalle voci sommesse degli operatori, si è conclusa l’odissea per 47 persone, la cui speranza di una vita nuova ha finalmente trovato approdo sicuro nel porto di Crotone. Erano a bordo della nave umanitaria MV Louise Michel, che li ha tratti in salvo dalle acque insidiose del Mediterraneo centrale, in uno scenario che ha visto le coste locali diventare punto di approdo per due distinti sbarchi negli ultimi tre giorni.
L’operazione di soccorso, un complesso ingranaggio di coordinamento e tempestività, ha avuto inizio il 4 giugno, quando un velivolo di Frontex ha lanciato un “Mayday Relay” per un’imbarcazione in palese difficoltà. Prontamente, l’equipaggio della Louise Michel, operante in zona SAR (Search and Rescue), ha intercettato il natante e ha preso a bordo i naufraghi, facendo poi rotta verso il porto sicuro assegnato dalle autorità italiane.
A toccare terra è stata un’umanità variegata e fragile: 24 uomini, 13 donne e 10 minori, tra cui otto adolescenti che hanno affrontato la traversata senza la protezione di un adulto. Provengono prevalentemente dalla Nigeria, portando con sé storie di cui possiamo solo intuire il peso. Subito dopo lo sbarco, la complessa macchina organizzativa, brillantemente coordinata dalla Prefettura, si è messa in moto. Mentre due donne incinte venivano trasferite in ospedale per accertamenti, gli altri migranti sono stati presi in carico dall’Ufficio Immigrazione della Questura per le procedure di identificazione e fotosegnalamento, supportate dalla Polizia Scientifica, prima del trasferimento al Centro di Prima Accoglienza di Isola di Capo Rizzuto.
Tuttavia, all’assistenza è seguito il rigore della legge. Parallelamente alle attività di accoglienza, sono scattati i controlli sulla posizione amministrativa di ogni individuo. All’esito di tali accertamenti, il Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino, ha emesso 21 provvedimenti di respingimento, con contestuale ordine di lasciare il territorio nazionale, nei confronti di altrettanti stranieri che non hanno manifestato l’intenzione di richiedere la protezione internazionale.
L’episodio di Crotone, quindi, non è solo l’ultimo capitolo di un dramma umanitario, ma anche la fotografia di una realtà a due facce: da un lato il ruolo cruciale delle Ong nel salvare vite, dall’altro la ferma applicazione delle normative sull’immigrazione. In risposta a questa nuova ondata di arrivi, la Polizia di Stato, in collaborazione con le altre forze dell’ordine e i corpi marittimi, ha intensificato la vigilanza, con controlli diurni e notturni lungo tutta la fascia ionica, a presidio della sicurezza del territorio





