LavoroSociale

Crotone, un ponte verso il futuro: tirocini professionalizzanti di Sabir per i migranti minori non accompagnati

CROTONE – La giornata inizia tra i banchi di scuola e prosegue in azienda. È la nuova routine per alcuni minori stranieri non accompagnati, ospiti del Centro di accoglienza straordinaria gestito da Sabir, che stanno costruendo il proprio futuro a Crotone grazie a percorsi di tirocinio mirati. L’iniziativa si inserisce nel progetto Puoi Plus, un programma nazionale promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e attuato da Sviluppo Lavoro Italia, con il cofinanziamento dell’Unione Europea, per favorire l’inclusione socio-lavorativa dei giovani migranti più vulnerabili.

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L’obiettivo è chiaro: offrire un’opportunità concreta per avviare un percorso di autonomia. Dal luglio 2025, Sabir ha promosso attivamente il progetto sul territorio, ottenendo l’accreditamento ministeriale per le attività di intermediazione. La risposta del tessuto imprenditoriale crotonese è stata fondamentale: grazie a questa collaborazione, una decina di ragazzi sono già stati inseriti in tirocini formativi di sei mesi e, per alcuni di loro, l’esperienza si è già trasformata in un vero e proprio contratto di lavoro. Proprio in queste settimane, altri giovani stanno iniziando con successo i loro percorsi, acquisendo nuove e preziose competenze professionali.

Questa esperienza lavorativa non sostituisce, ma integra, il percorso educativo. Si affianca infatti all’attività scolastica e alle numerose iniziative formative, ludiche e sportive offerte da Sabir, rafforzando un modello di accoglienza che punta all’accompagnamento completo della persona.

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“Il nostro obiettivo è trasformare l’accoglienza in una reale occasione di crescita e autonomia”, dichiara Ramzi Labidi, responsabile del progetto per Sabir. “Attraverso la scuola, le attività extrascolastiche e il lavoro, vogliamo offrire a questi ragazzi non solo competenze, ma soprattutto la possibilità di immaginare e costruire un futuro stabile, dentro un percorso di integrazione concreto e condiviso con la comunità. È una strada difficile, ma non impossibile, che stiamo percorrendo insieme alle tante realtà produttive e associative del territorio, che con entusiasmo e sensibilità hanno aperto le porte a ognuno di loro”.

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