Politica

Regione: Dietrofront del centrodestra sui sottosegretari: salta la riforma dello Statuto. L’opposizione esulta: «Fermato il poltronificio»

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Presentata la proposta di legge per abrogare la norma di marzo ed evitare il referendum da 7 milioni. Il capogruppo Enzo Bruno (Tridico Presidente): «Vittoria delle minoranze. Ora la Giunta Occhiuto dia risposte concrete su caro carburante e lavoro»

CATANZARO, 5 ottobre 2026 – Clamorosa retromarcia alla Regione Calabria. La maggioranza di centrodestra ha avviato l’iter per cancellare definitivamente la contestata riforma dello Statuto approvata lo scorso marzo, che aveva allargato la Giunta da sette a nove assessori e introdotto fino a due figure di sottosegretario alla Presidenza. Una decisa inversione di marcia che punta, tra le altre cose, a disinnescare il referendum confermativo già indetto per il prossimo 29 novembre, risparmiando così le ingenti risorse pubbliche destinate alla consultazione popolare.

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La proposta di abrogazione e il nodo del referendum

La proposta di legge statutaria, depositata in Consiglio regionale, prevede l’abrogazione integrale della legge regionale n. 9 del 3 marzo 2026. Per evitare vuoti istituzionali e contenziosi, il testo fa comunque salvi gli effetti già prodotti, blindando di fatto la nomina dell’unico sottosegretario attualmente in carica. L’iter legislativo richiederà ora una doppia lettura consiliare, con la seconda votazione che non potrà avvenire prima di due mesi.

Contemporaneamente, per congelare la macchina referendaria, la maggioranza ha presentato un secondo testo mirato a sospendere l’esecutività del decreto di indizione della consultazione di fine novembre, in attesa che si pronunci il Consiglio di Stato.

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L’affondo delle opposizioni: «Vinta la battaglia contro le poltrone»

Le opposizioni di centrosinistra rivendicano il passo indietro della maggioranza come uno straordinario successo politico e democratico, frutto di una mobilitazione unitaria che aveva portato alla richiesta del referendum contro l’aumento dei costi della politica.

Particolarmente duro il commento di Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, che parla senza giri di parole di «battaglia vinta contro la moltiplicazione delle poltrone».

«Ci siamo opposti fin dall’inizio a un’operazione che serviva solo a sistemare gli equilibri politici della maggioranza, mentre i calabresi chiedevano e chiedono risposte su sanità, difesa del territorio e fuga dei giovani», attacca il consigliere regionale, ricordando anche l’abbandono dell’aula da parte delle minoranze durante i passaggi chiave della riforma. «Abbiamo sostenuto questa battaglia con risorse nostre, difendendo il diritto dei cittadini a esprimersi. Ora il presidente Occhiuto, invece di ammettere l’errore, porta in Consiglio due provvedimenti per cancellare la legge e sospendere il referendum. Voteremo a favore per coerenza politica, ma non accettiamo che si scarichi sul Consiglio la responsabilità di scelte fallimentari prese dall’esecutivo».

L’appello sulle emergenze: «Basta fumo negli occhi, serve l’abbattimento delle accise»

Per il centrosinistra, il risparmio dei 7 milioni di euro originariamente stimati per il referendum non può essere sbandierato dalla maggioranza come un merito: «Quel costo potenziale nasceva da una loro decisione, non certo della minoranza», incalza Bruno.

Il capogruppo di Tridico Presidente chiede quindi di spostare immediatamente l’attenzione del Consiglio regionale sulle reali emergenze del territorio, a partire dal caro carburante che sta strangolando il tessuto produttivo locale. Proprio all’inizio della seduta odierna, i dieci consiglieri di centrosinistra hanno presentato una mozione unitaria contenente un pacchetto di proposte a sostegno di agricoltori, pescatori e imprese, la cui discussione è stata però respinta dall’aula.

«Chi ha presidiato le strade per denunciare costi di produzione insostenibili merita ascolto immediato», conclude Bruno. «La nostra battaglia contro lo spreco di denaro pubblico va nella stessa direzione: rimettere al centro il lavoro e i servizi. La Regione deve occuparsi dei problemi reali dei calabresi, non delle poltrone e degli equilibri di potere di Occhiuto».

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