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VIDEO – Ciminà, la fede si fa storia: incoronata la Madonna Addolorata con il capolavoro di Michele Affidato

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Nel centenario della prima incoronazione, il Cardinale Mamberti ha posto sul capo della Vergine il nuovo diadema d’argento e oro benedetto dal Papa. Una festa di popolo e devozione nel cuore della Locride.

CIMINÀ (RC) – Un secolo di devozione racchiuso in un istante di profonda commozione. La comunità di Ciminà ha vissuto una pagina memorabile della sua storia con la solenne incoronazione della Madonna Addolorata, Regina del piccolo centro aspromontano. A distanza di cento anni dal primo storico rito del 1926, e a due secoli dall’arrivo della venerata effigie nella Locride, il capo della Vergine è tornato a splendere grazie a una nuova e preziosa corona, capolavoro di arte sacra firmato dal celebre maestro orafo crotonese Michele Affidato.

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Il rito solenne e la benedizione papale

A presiedere la solenne celebrazione, davanti a una straordinaria folla di fedeli, è stato il Cardinale Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e Protodiacono del Collegio Cardinalizio (noto al grande pubblico per aver pronunciato l’“Habemus Papam” dalla Loggia di San Pietro). Accanto a lui, a testimonianza dell’eccezionalità dell’evento, hanno concelebrato numerosi presuli del territorio – tra cui Mons. Cesare Di Pietro (Vescovo di Locri-Gerace), Mons. Francesco Oliva, Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Mons. Francesco Milito e Mons. Giovanni Battista Piccioli – insieme al clero locale e ai rappresentanti della Confraternita “Sacro Cuore di Gesù e Maria SS.ma Addolorata”, guidata da Filippo Varacalli.

Un cammino spirituale, quello della nuova corona, iniziato direttamente in Vaticano, dove l’opera ha ricevuto la solenne benedizione di Papa Leone XIV, suggellando così il legame indissolubile tra la Santa Sede e la devozione mariana della comunità calabrese.

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Un capolavoro tra arte e identità

La corona, realizzata interamente a mano nei laboratori del maestro Affidato, si presenta come un mirabile esempio di alta oreficeria. Interamente in argento con bagno in oro 24 carati, l’opera è impreziosita da raffinatissimi dettagli floreali lavorati a sbalzo e arricchita da quindici castoni che racchiudono pietre viola dal taglio tondo sfaccettato. Ogni dettaglio è stato studiato non solo per conferire regalità al simulacro, ma per tradurre in materia preziosa la storia, l’identità e le speranze di un intero popolo.

Michele Affidato, firma di prestigio internazionale nota anche per le creazioni destinate alla Segreteria di Stato Vaticana e donate ai grandi della Terra, si conferma così interprete sensibile del sentimento religioso popolare, capace di trasformare metalli e gemme in custodi di memoria collettiva.

L’abbraccio dei fedeli e dei migranti

La cerimonia ha richiamato a Ciminà non solo le massime autorità civili e militari della provincia e numerosi sindaci del comprensorio, ma anche tantissimi emigrati rientrati per l’occasione da ogni parte d’Italia e dall’estero, desiderosi di stringersi attorno alla propria Patrona in un anniversario così significativo.

L’incoronazione di Ciminà si iscrive così come una pietra miliare nel percorso artistico e spirituale di Michele Affidato, ma soprattutto come un momento di rinascita e coesione per un territorio che, nella bellezza dell’arte sacra e nella forza della fede, ritrova le sue radici più autentiche.

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