CIRÒ MARINA – Blitz contro l’abusivismo ricettivo sul litorale: scoperto complesso fantasma con 190 ospiti “in nero” e 50mila euro di incassi nascosti al Fisco
CIRÒ MARINA – Un intero complesso ricettivo, pubblicizzato online e costantemente “sold out” durante i mesi di luglio e agosto, ma completamente sconosciuto alle autorità e al Fisco. È lo scenario emerso a seguito di un’operazione condotta dai militari della Guardia di Finanza, i cui dettagli sono stati resi noti oggi, 3 settembre 2026.
L’intervento delle Fiamme Gialle ha permesso di individuare una struttura extra-alberghiera sul lungomare di Cirò Marina che operava in totale spregio delle normative vigenti, accumulando oltre 50.000 euro di incassi completamente in nero e ospitando quasi duecento persone senza alcuna registrazione.
Il meccanismo del “sold out” invisibile
La struttura, organizzata in più appartamenti indipendenti destinati alla locazione turistica, si presentava sul mercato come un’accogliente soluzione per le vacanze estive. Attraverso una massiccia promozione sui principali portali web di settore, i gestori erano riusciti a registrare il tutto esaurito per l’intera alta stagione.
Tuttavia, dietro la facciata di un residence di successo si celava un’attività totalmente abusiva. Al momento del controllo dei finanzieri, scattato nel pieno del flusso turistico estivo, è emerso che la struttura era priva delle autorizzazioni amministrative necessarie per l’esercizio dell’attività ricettiva. I canoni di locazione venivano riscossi sistematicamente senza l’emissione di documenti fiscali e senza che i relativi proventi venissero dichiarati all’Agenzia delle Entrate.
Sicurezza e fisco: la mappa delle violazioni
Gli accertamenti documentali e i riscontri sul campo hanno portato alla luce irregolarità di diversa natura, sia sul piano fiscale che su quello della sicurezza pubblica:
- Omessa comunicazione degli alloggiati: Più di 190 ospiti hanno soggiornato nella struttura senza che le loro generalità venissero trasmesse alla Questura tramite il portale “Alloggiati Web”, violando le disposizioni del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS).
- Evasione fiscale: È stata accertata la mancata dichiarazione di ricavi per un importo superiore a 50.000 euro, frutto delle locazioni estive non tracciate.
- Assenza di autorizzazioni: La struttura operava senza aver presentato la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune e senza i requisiti previsti dalla normativa regionale per le locazioni brevi e turistiche.
Le conseguenze legali
Per i gestori della struttura sono immediatamente scattate le sanzioni amministrative previste per l’esercizio abusivo dell’attività ricettiva, alle quali si aggiungono i verbali di contestazione per l’omessa comunicazione degli ospiti alle autorità di pubblica sicurezza, un illecito che presenta anche profili di carattere penale.
Parallelamente, la Guardia di Finanza ha avviato le procedure per il recupero a tassazione delle somme evase e l’irrogazione delle relative sanzioni tributarie. L’operazione si inserisce in un più ampio quadro di controlli estivi volti a contrastare la concorrenza sleale nel settore turistico-alberghiero, a tutela degli operatori che operano nel rispetto delle regole e della sicurezza dei villeggianti.





