Blitz dei Carabinieri a Simeri Crichi: scovato lavoratore in nero, sigilli a un’azienda metalmeccanica
SIMERI CRICHI – Un’officina metalmeccanica silenziosa, improvvisamente interrotta dal rumore dei motori delle gazzelle. I Carabinieri della stazione locale, supportati dagli specialisti del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Catanzaro, hanno fatto irruzione in un complesso industriale della zona, trasformando una normale giornata di produzione in un caso di cronaca giudiziaria e sindacale. Il bilancio? Un’attività imprenditoriale paralizzata da un provvedimento di sospensione immediata e sanzioni che superano i 6.000 euro.
Al centro del blitz, la scoperta di un giovane di appena 19 anni. Il ragazzo si trovava all’interno dei locali dell’officina, intento a svolgere mansioni operative ma completamente “invisibile” per il fisco e per la previdenza sociale: nessun contratto, nessuna tutela assicurativa, zero garanzie in materia di sicurezza sul lavoro. Per lui è scattato l’allontanamento cautelativo immediato dal cantiere, una misura drastica ma necessaria per sottrarlo a una condizione di totale vulnerabilità.
Su dieci operai complessivamente identificati e controllati dai militari tra i macchinari e gli uffici dell’azienda, la presenza del diciannovenne ha fatto scattare matematicamente la soglia critica del 10% di personale irregolare prevista dal Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro. Una percentuale minima, certo, ma sufficiente a far scattare la “tolleranza zero” del legislatore. I Carabinieri hanno così apposto i sigilli provvisori alla ditta, congelando ogni attività produttiva.
La saracinesca rimarrà abbassata. Per poter riprendere a produrre, il titolare dell’azienda dovrà ora affrontare un percorso a ostacoli burocratico ed economico: non solo sarà costretto a regolarizzare la posizione del giovane operaio – formalizzando un regolare contratto d’impiego e pagando i relativi contributi arretrati –, ma dovrà anche sanare una sanzione amministrativa che si aggira sui 6.400 euro. Una cifra che rappresenta solo la base di partenza, poiché le verifiche documentali sui registri aziendali sono tuttora in corso e la normativa vigente sulla “maxi-sanzione” prevede rincari progressivi calcolati sulle effettive giornate di lavoro nero pregressote.
Le indagini dei militari dell’Arma proseguono per spulciare i faldoni amministrativi dell’impresa. Solo al termine di questi accertamenti, e solo dopo che ogni singola pendenza economica e contrattuale sarà stata saldata, l’autorità competente potrà concedere il nulla osta per la riapertura dei cancelli.





