Fango, frane e auto in mare: il Reggino messo in ginocchio dal nubifragio. Melito chiede lo stato di calamità
MELITO DI PORTO SALVO — Una notte d’inferno. Tra il 9 e il 10 ottobre un’ondata straordinaria di maltempo si è abbattuta con violenza inedita sulla provincia di Reggio Calabria, lasciando dietro di sé una scia di devastazione e tanta paura. A fare il conto più pesante dei danni è Melito di Porto Salvo, letteralmente invasa da una spaventosa colata di fango e detriti: diverse automobili sono state trascinate fino al mare dalla furia dell’acqua e diversi muri di sostegno sono crollati lungo i versanti più fragili del territorio.
Di fronte all’emergenza, il primo cittadino Tito Nastasi ha già formalizzato la richiesta per il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Le prime ricognizioni sul campo tracciano un quadro materiale critico ma fortunatamente privo di conseguenze tragiche: al momento non si registrano feriti, mentre il bilancio economico dei danni rimane ancora impossibile da quantificare.
Infrastrutture in tilt: chiusa la Statale 106, stop ai treni
L’allerta meteorologica arancione, estesa dalla Protezione Civile a gran parte del territorio calabrese per la giornata di sabato 10 ottobre, conferma la persistenza della perturbazione. La viabilità principale è duramente compromessa: una vasta frana ha imposto il blocco totale della Statale 106 nei pressi di Melito, imponendo deviazioni d’urgenza sulla rete secondaria. Le autorità comunali continuano a rivolgere un appello accorato alla popolazione, invitando i cittadini a limitare gli spostamenti solo ed esclusivamente ai casi di reale necessità.
La morsa del maltempo non ha risparmiato la Locride, dove ben sette comuni hanno oltrepassato le soglie critiche di rischio idrogeologico. Gravi disagi si registrano anche sul fronte dei trasporti ferroviari: la circolazione dei treni lungo la fascia ionica è stata interrotta in diversi tratti per consentire la verifica dei binari e la rimozione degli ostacoli.
In queste ore le squadre dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e dei tecnici comunali sono al lavoro senza sosta. La priorità assoluta resta la messa in sicurezza dei punti più a rischio e il ripristino della viabilità essenziale, mentre si avviano le prime complesse perizie per stimare la portata economica del disastro.





