VIDEO – Mesoraca, la letteratura si fa viaggio: Paolo Sortino protagonista a “Diaspéiro”
All’interno del “Mesoraca in Festival”, la sezione curata da Angela Bubba esplora i temi dell’identità e della migrazione. Lo scrittore presenta il suo ultimo romanzo, “Amanti elementari”.
MESORACA – Un ponte ideale tra il passato più remoto dell’umanità e le sfide della contemporaneità, sospeso tra il bisogno di partire e la ricerca incessante delle proprie radici. A Mesoraca la cultura si fa spazio di frontiera e di accoglienza grazie a “Diaspéiro – Festival migrante”, la speciale sezione tematica di Mesoraca in Festival che quest’anno vede tra i suoi protagonisti più attesi lo scrittore Paolo Sortino, giunto a presentare il suo potente e suggestivo romanzo Amanti elementari (Einaudi).
Un festival per raccontare le radici e i nuovi approdi
Ideato e curato con sensibilità dalla scrittrice e giornalista mesorachese Angela Bubba, “Diaspéiro” nasce come un percorso intimo e collettivo all’interno della rassegna principale. Il suo obiettivo è ambizioso: indagare i concetti di identità, migrazione e incontro tra culture attraverso la voce della letteratura.
Gli appuntamenti, che si snodano tra il suggestivo borgo di Mesoraca e diverse tappe extra-cittadine, trasformano il festival in un vero e proprio laboratorio di dialogo. Qui il libro non è un semplice oggetto di consumo, ma uno strumento di confronto sociale, capace di stimolare riflessioni profonde sulle fratture e sulle unioni del nostro tempo.
Paolo Sortino: l’amore alle origini del mondo
In questo contesto di riflessione antropologica si inserisce perfettamente la presenza di Paolo Sortino. Con il suo Amanti elementari, lo scrittore compie un salto temporale vertiginoso, proiettando il lettore direttamente nella preistoria. I protagonisti della vicenda sono due ominidi vissuti milioni di anni fa, in un’era in cui ogni giorno rappresentava una genesi e una scoperta continua.
L’opera si configura come un romanzo di formazione ancestrale, un’indagine poetica e selvaggia sull’amore nei suoi sensi più primordiali. In un paesaggio incontaminato e spietato, il “selvaggio” diventa il teatro in cui nascono la memoria, la parola e il sentimento stesso, offrendo una metafora potente della nascita dell’uomo moderno.
La narrazione come spazio d’incontro
Coniugando la riflessione sulle migrazioni di oggi con l’esplorazione delle origini dell’umanità, “Diaspéiro” si conferma un appuntamento culturale di prim’ordine. La presenza di un’opera come quella di Sortino dimostra come, oggi come all’alba dei tempi, la narrazione rimanga il luogo d’elezione per comprendere cosa significhi, nel profondo, diventare uomini e imparare ad amare.





