Crotone, che beffa al 94′: una prova di spessore punita solo dal rigore nel finale a Catania
CATANIA – Un finale amarissimo e per larghi tratti ingiusto condanna un ottimo Crotone, che accarezza a lungo l’impresa sul difficile campo del “Massimino” prima di subire la rimonta del Catania proprio nei secondi finali di gara. I rossoblù tornano a casa a mani vuote, sconfitti per 2-1, ma con la consapevolezza di aver disputato una partita di grande spessore tattico e caratteriale, decisa soltanto da un episodio sfortunato e isolato in pieno recupero che ha vanificato l’eccellente piano partita preparato per la trasferta siciliana.
L’avvio di gara dei calabresi è stato praticamente perfetto. Aggressivo, compatto e cortissimo tra i reparti, il Crotone ha imbrigliato fin da subito le fonti di gioco etnee, mostrando una personalità straripante. Il meritato premio a questo approccio autoritario è arrivato già al 14′ minuto: su una conclusione insidiosa respinta corto dal portiere di casa Dini, il più lesto e affamato di tutti si è rivelato Marco Zunno, abile a fiondarsi sulla sfera e a battere l’estremo difensore rossazzurro con un diagonale preciso per lo 0-1. Sotto shock, il Catania ha faticato per tutto il primo tempo a imbastire una reazione degna di nota, costantemente raddoppiato e disinnescato dalla retroguardia rossoblù.
Nella ripresa, come ampiamente prevedibile, è arrivata la reazione d’orgoglio dei padroni di casa. Mister Longo ha ridisegnato i suoi inserendo forze fresche e di assoluto valore per la categoria come Coda e Insigne. Il Crotone ha saputo soffrire, abbassando il proprio baricentro ma senza mai rinunciare a pungere in ripartenza. Al 69′, tuttavia, la strenua resistenza calabrese ha vacillato: una discesa travolgente di Masciangelo sulla corsia mancina ha liberato al centro dell’area Roberto Insigne, che con un tocco sottomisura ha firmato il gol dell’1-1.
Nonostante il colpo subito, il Crotone ha rimesso l’elmetto, difendendo con ordine e dando l’impressione di poter condurre in porto un pareggio prezioso e ampiamente meritato per quanto espresso nell’arco dei novanta minuti. La vera beffa, gelida e inaspettata, si è consumata però al quarto minuto di recupero: su un cross apparentemente innocuo, un tocco di mano sfortunato di Tanco all’interno dell’area di rigore ha indotto l’arbitro a indicare il dischetto. Dagli undici metri Massimo Coda non ha perdonato, regalando al Catania un 2-1 che penalizza oltremodo la prestazione generosa e ordinata degli ospiti.





