Blitz della Guardia di Finanza a Taurianova: scoperta maxi discarica abusiva di pneumatici sui binari della vecchia Taurense
Sequestrata un’area demaniale di 500 metri quadrati nella frazione San Martino. Nei guai il titolare di un’officina vicina, denunciato per occupazione abusiva e reati ambientali.
TAURIANOVA – Un potenziale disastro ambientale sventato a ridosso dei vecchi binari della linea ferroviaria Taurense. Nelle scorse ore, i militari della Guardia di Finanza hanno apposto i sigilli a una vasta discarica clandestina di circa 500 metri quadrati situata nella frazione di San Martino, all’interno di un’area di proprietà del demanio ferroviario.
Sul posto le fiamme gialle hanno rinvenuto migliaia di pneumatici fuori uso (PFU), un’ingente quantità di rifiuti speciali e persino due autoveicoli abbandonati direttamente sul terreno, privi di qualsiasi protezione per il suolo sottostante. L’intera area e i materiali sono stati posti sotto sequestro preventivo per scongiurare il concreto rischio di una contaminazione del terreno e della falda.
Le indagini e l’ipotesi di reato
L’attività investigativa, condotta anche attraverso l’incrocio delle banche dati, ha consentito di risalire in breve tempo al responsabile dell’area: si tratta del titolare di una vicina ditta di riparazione e sostituzione pneumatici. L’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di occupazione abusiva di suolo pubblico e per gravi violazioni alla normativa del Testo Unico Ambientale per la gestione non autorizzata di rifiuti e realizzazione di discarica abusiva.
Un’imputazione pesante, specie alla luce del recente inasprimento normativo: la gestione illecita e lo stoccaggio abusivo di rifiuti speciali o pericolosi prevedono oggi pene detentive che possono arrivare fino a cinque anni di reclusione.
I rischi per la salute e l’ambiente
Il blitz di Taurianova riporta al centro dell’attenzione la piaga dello smaltimento illecito dei PFU. In Italia la legge vieta tassativamente il conferimento degli pneumatici in discarica: il loro recupero e riciclo sono infatti già finanziati dai cittadini al momento dell’acquisto di una nuova gomma, attraverso il pagamento del “contributo ambientale”. Un meccanismo virtuoso che obbliga la filiera a gestire un quantitativo di esausti pari a quello immesso sul mercato.
Quando questo circuito legale viene eluso da operatori disonesti, le conseguenze per la collettività sono gravissime. L’accumulo incontrollato di pneumatici rappresenta infatti un elevatissimo rischio di incendi tossici – estremamente difficili da domare e responsabili dell’emissione di diossina – oltre a determinare l’avvelenamento del suolo e delle risorse idriche. L’operazione dei finanzieri s’inserisce in un piano di controlli sempre più stringente volto a reprimere i reati ambientali e a tutelare la salute pubblica.





