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Porto di Vibo, l’ex Civam cambia volto: via alla demolizione

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VIBO VALENTIA – Un investimento da 1,5 milioni di euro per cancellare il degrado e fare spazio al futuro commerciale dello scalo. Il porto di Vibo Valentia Marina si prepara a cambiare fisionomia con la demolizione dell’ex capannone industriale CIVAM, un intervento strategico che trasformerà l’intera area in moderni piazzali dedicati alla logistica.

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Il percorso di riqualificazione ha subìto un’importante accelerazione con la firma, da parte del presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Paolo Piacenza, del decreto di approvazione del Progetto Esecutivo. Il via libera sblocca di fatto l’iter operativo, riducendo al minimo i tempi di passaggio dalla pianificazione al cantiere.

Il cronoprogramma dei lavori

I tempi stimati dall’ente portuale si preannunciano particolarmente serrati:

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  • Entro fine agosto 2026: Pubblicazione del bando di gara per l’affidamento dei lavori.
  • Entro la prima metà di ottobre 2026: Aggiudicazione dell’appalto e contestuale avvio delle operazioni di demolizione.

L’opera, inserita nel Piano Operativo Triennale 2026-2028 approvato lo scorso 18 giugno, si colloca in una posizione chiave adiacente alla banchina Bengasi. L’obiettivo primario è il recupero funzionale di una porzione di territorio attualmente inutilizzata e fatiscente, riconvertendola in un hub logistico capace di supportare la crescita dei traffici commerciali e migliorare l’efficienza complessiva dello scalo calabrese.

La strategia di sviluppo e il commento dei vertici

L’intervento fa parte di un disegno più ampio volto a potenziare le infrastrutture portuali, innalzare i livelli di sicurezza delle manovre marittime e ridefinire l’interfaccia tra l’area portuale e il tessuto urbano circostante.

«L’approvazione del Progetto Esecutivo dell’ex CIVAM dimostra concretamente la volontà dell’Autorità di Sistema Portuale di tradurre rapidamente la programmazione in opere reali», ha commentato il presidente Paolo Piacenza. «Abbiamo definito un cronoprogramma preciso e, in poche settimane, siamo passati dalla programmazione alla progettazione esecutiva. Recuperare questi spazi significa aumentare la capacità operativa dello scalo e creare nuove condizioni per la crescita delle attività portuali valorizzando, al contempo, la vocazione turistica del territorio e l’intero contesto urbano».

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