Salute

Spilinga capitale della longevità: la ricetta calabrese tra scienza, welfare e comunità

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SPILINGA (VV) – Non solo la patria della ‘nduja, ma da oggi anche un modello nazionale di benessere e invecchiamento attivo. Il borgo di Spilinga, incastonato nell’entroterra vibonese, si è trasformato per un giorno nella capitale italiana della terza età e della prevenzione, ospitando gli Stati generali del Longevity Day Italia. Un appuntamento di respiro nazionale che ha saputo fondere il rigore della ricerca scientifica con il calore della coesione sociale, dimostrando come le aree interne della Calabria possano farsi promotrici di un nuovo paradigma di qualità della vita.

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A fare gli onori di casa, esprimendo profonda gratitudine per la scelta della location, il sindaco Enzo Marasco e il vicesindaco Franco Barbalace (qui anche nella veste di presidente facente funzioni della Provincia di Vibo Valentia). Entrambi hanno rimarcato la centralità di Spilinga come territorio resiliente, capace di accogliere e valorizzare progetti di tale portata. I lavori, moderati con ritmo dal giornalista Francesco Mannarino, si sono aperti con i saluti istituzionali di Maria Brunella Stancato (presidente di Anziani Italia Rete Associativa), Antonio Volpentesta (presidente dell’associazione Volare APS), Fausto Sposato (direttore scientifico del sodalizio) e Lidio Vallone, presidente dell’Assemblea dei Sindaci dell’Azienda Speciale Consortile “Poro – Costa degli Dei”, che ha fatto pervenire un messaggio di supporto.

Le eccellenze premiate: la Calabria che innova e cura

Il cuore pulsante dell’evento è stata la cerimonia di consegna dei riconoscimenti a personalità che tengono alto il nome della sanità, della ricerca e delle istituzioni calabresi.

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A catturare l’attenzione della platea è stato il cardiologo Giovanni Bisignani, che ha presentato un innovativo dispositivo di ultima generazione in grado di eseguire uno screening cardiovascolare completo in meno di un minuto. Una tecnologia rivoluzionaria che promette di ridefinire i tempi e l’accessibilità della prevenzione sul territorio regionale.

Sul fronte clinico e accademico, preziosi i contributi del nefrologo Vincenzo Panucci, che ha acceso i riflettori sulla prevenzione delle patologie renali nell’anziano, e della professoressa Angela Sciacqua (direttrice della Scuola di Specializzazione in Geriatria dell’UMG), la quale ha offerto una lectio sull’invecchiamento attivo e sulla necessità di formare medici pronti alle nuove sfide demografiche. Il genetista dell’Unical Giuseppe Passarino ha invece illustrato il legame indissolubile tra DNA, ambiente e stili di vita sani.

Spazio anche allo sviluppo locale e al turismo del benessere con l’imprenditore Giancarlo Formica e con Domenico Pappaterra (già parlamentare e presidente del Gal del Pollino), che ha insistito sulla necessità di fare rete per sostenere un welfare innovativo nei borghi. Tra i premiati d’eccezione della giornata sono figurati anche il Magnifico Rettore dell’Università della Calabria, Nicola Leone (subentrato a Greco), e il Governatore della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Politiche regionali e reti di protezione: “Nessuno sia lasciato solo”

L’evento ha registrato un importante passaggio politico-istituzionale con l’intervento dell’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface. L’esponente della giunta regionale ha tracciato le linee guida delle prossime misure della Regione Calabria a sostegno della terza età: investimenti massicci sull’assistenza domiciliare, potenziamento delle reti di prossimità e digitalizzazione dei servizi. «Nessuno deve essere lasciato solo», ha scandito l’assessore, ribadendo l’impegno della Regione nel garantire dignità e sicurezza ai cittadini più fragili.

Un appello alla solidarietà e alla capillarità dei soccorsi è giunto anche dal presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, che tramite un messaggio ha sottolineato come la presenza costante della CRI nei piccoli borghi dell’entroterra rappresenti un pilastro insostituibile di protezione sociale.

La forza della condivisione

La giornata non si è esaurita nei pur prestigiosi panel scientifici. Il vero senso della manifestazione si è palesato nel successivo pranzo conviviale, che ha visto protagonisti gli anziani del territorio e una folta e festosa delegazione giunta da San Giovanni in Fiore. Un momento di autentica socialità che ha ricordato come la longevità sia anche – e soprattutto – una questione di relazioni umane, calore comunitario e memoria storica.

In chiusura, il bilancio estremamente positivo tracciato da Antonio Volpentesta e da Maria Brunella Stancato. Gli organizzatori hanno espresso grande soddisfazione per la riuscita di un evento che ha saputo accendere i riflettori su una Calabria operosa, che studia, che applica l’alta tecnologia e che, soprattutto, non dimentica il valore della cura delle proprie comunità.

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