Reggio, dopo un controllo per l’obbligo di dimora è stato arrestato dai Carabinieri: teneva in casa oltre due chili di marijuana.
REGGIO CALABRIA — Un controllo di routine sul rispetto delle misure cautelari si trasforma in un maxi sequestro di stupefacenti e in un nuovo arresto. È accaduto a Reggio Calabria, dove i Carabinieri della Sezione Radiomobile della locale Compagnia hanno tratto in arresto un giovane, già sottoposto all’obbligo di dimora per reati specifici, trovato in possesso di oltre due chili e mezzo di droga.
L’operazione è scattata durante una delle periodiche verifiche volte ad accertare la presenza dell’uomo all’ interno della propria abitazione. Giunti nei pressi dell’appartamento, i militari dell’Arma sono stati attirati da un forte e inconfondibile odore di marijuana che fuoriusciva dall’immobile. Il dettaglio ha spinto i Carabinieri a estendere il controllo, dando avvio a una perquisizione domiciliare immediata.
L’intuizione degli investigatori ha trovato rapido riscontro all’interno della camera da letto, dove sono stati rinvenuti circa un chilogrammo di marijuana e 85 grammi di hashish, oltre a un bilancino di precisione e a diverso materiale idoneo al confezionamento delle dosi. Le ricerche, estese successivamente alle pertinenze dell’abitazione, hanno permesso di recuperare un ulteriore chilo e mezzo di marijuana, portando il bilancio complessivo del sequestro a oltre 2,5 chilogrammi di sostanza stupefacente.
Nel corso delle attività, i militari hanno inoltre accertato la presenza di un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica, realizzato per sottrarre energia.
La droga e l’attrezzatura sono state poste sotto sequestro. Per il giovane sono scattate le manette e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Arghillà.
L’operazione si inserisce nel quadro dei quotidiani servizi di controllo del territorio e di contrasto allo spaccio predisposti dal Comando Compagnia di Reggio Calabria. Si precisa, in ogni caso, che il procedimento penale pende nella fase delle indagini preliminari e che, per il principio di presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.





