Blitz nella notte al carcere di Rossano: sequestrati 24 cellulari e cocaina Maxi perquisizione di dieci ore nelle sezioni di alta sicurezza.
Il sindacato Sappe lancia l’allarme: «Servono schermature tecnologiche e più risorse»
CORIGLIANO-ROSSANO – Un’operazione straordinaria, scattata nel silenzio del pomeriggio e conclusasi solo a notte fonda, ha squarciato il velo sulla complessa realtà interna del carcere di Rossano. Un blitz in piena regola che ha impegnato circa novanta agenti della Polizia penitenziaria, supportati dalle unità cinofile, portando al sequestro di ben 24 telefoni cellulari e circa 40 grammi di cocaina. Numeri che confermano l’esistenza di un canale di approvvigionamento continuo e sollevano pesanti interrogativi sulla sicurezza della struttura.
Dieci ore di perquisizioni a tappeto
L’intervento, pianificato nei minimi dettagli, è iniziato intorno alle ore 15:00 per concludersi soltanto all’una di notte. Per dieci ore consecutive, gli agenti – giunti anche da altri istituti penitenziari della Calabria per garantire il massimo supporto – hanno setacciato palmo a palmo le celle e i locali comuni delle sezioni di media e alta sicurezza.
L’ausilio dei cani antidroga è stato determinante per scovare la cocaina e altri oggetti non consentiti, abilmente occultati nei posti più impensabili. Il bilancio finale dell’operazione fotografa una situazione allarmante: oltre ai telefoni, utili a mantenere i contatti con l’esterno, la presenza di sostanze stupefacenti evidenzia un mercato interno florido e pericoloso.
La denuncia del sindacato: «Sicurezza a rischio»
L’episodio riaccende i riflettori sulle storiche criticità che affliggono l’istituto rossanese, più volte segnalato per problemi legati al sovraffollamento e alla carenza di organico. A farsi portavoce del malcontento e delle preoccupazioni del personale è il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria).
Il segretario locale, Giovanni Vennari, nel rendere noti i dettagli dell’operazione, ha espresso un forte plauso ai colleghi per la professionalità dimostrata, ma ha anche colto l’occasione per chiedere interventi immediati e non più rimandabili:
«Questo brillante risultato dimostra l’efficacia dei controlli, ma non possiamo continuare a rincorrere l’emergenza. Chiediamo con forza l’adozione di misure strutturali e tecnologiche, come la schermatura degli istituti penitenziari per rendere inutilizzabili i telefoni cellulari, e un potenziamento stabile delle unità cinofile sul territorio».
Un sistema da rifondare
La maxi perquisizione di Rossano non è che la punta dell’iceberg di una criticità diffusa a livello nazionale. La facilità con cui dispositivi di comunicazione e sostanze stupefacenti riescono a superare le barriere carcerarie impone una riflessione profonda. Senza investimenti mirati sulla tecnologia di contrasto e sul rafforzamento degli organici, il rischio è che operazioni di questa portata rimangano interventi tampone in un sistema costantemente sotto pressione.





