Sanità, inaugurati i primi 22 ambulatori del nuovo ospedale della Sibaritide: è scontro tra la “vittoria storica” della Regione e le accuse di “scatola vuota”
CORIGLIANO-ROSSANO — Un taglio del nastro atteso da quasi vent’anni, che segna l’avvio di un percorso epocale per la sanità ionica ma che, inevitabilmente, accende lo scontro politico. Questa mattina, in contrada Insiti, sono stati ufficialmente inaugurati i primi 22 ambulatori del nuovo ospedale della Sibaritide. Un primo passo concreto verso la piena operatività della struttura, che si compie in un clima di forte polarizzazione tra l’entusiasmo della maggioranza regionale e le dure contestazioni delle opposizioni e dei movimenti civici.
Il taglio del nastro e la strategia dello “step by step”
Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, il commissario governativo Claudio Moroni e i principali rappresentanti delle istituzioni locali. La presenza dei vertici regionali ha voluto rimarcare la portata strategica dell’evento.
L’attivazione odierna non rappresenta l’apertura immediata dell’intero plesso, bensì l’avvio di un piano di trasferimento graduale. La strategia della Regione prevede infatti il progressivo trasloco delle attività attualmente ospitate nei presidi “Giannettasio” di Rossano e “Compagna” di Corigliano verso la nuova e moderna struttura di Insiti. Secondo il cronoprogramma annunciato, i passaggi successivi riguarderanno la day surgery e alcune aree di degenza, con l’obiettivo di renderle operative entro la fine dell’anno in corso.
Straface: «Una vittoria della legalità e della determinazione contro il disinteresse del passato»

A rivendicare con forza la paternità e la portata storica del risultato è l’assessore regionale alle Politiche Sociali e al Welfare, Pasqualina Straface, che parla di «un traguardo storico che restituisce dignità, futuro e servizi essenziali a un territorio che per troppi anni ha pagato un prezzo altissimo in termini di diritto alla salute».
Per Straface si tratta di una vittoria della determinazione istituzionale della Giunta Occhiuto, capace di sbloccare un’opera impantanata per decenni: «Il presidente ha dimostrato una leadership pragmatica e coraggiosa, riuscendo a portare a compimento un’opera strategica laddove per decenni vi erano stati solo annunci, superando persino gravi tentativi di intimidazione e attacchi dolosi con la forza dello Stato e della legalità».
L’assessore ha voluto anche ricordare le radici storiche del progetto, che la vedono coinvolta in prima persona fin dal 2007: «Quando nel 2009 guidavo l’Amministrazione comunale di Corigliano, avviammo un confronto serrato con l’allora sindaco di Rossano, Francesco Filareto. Fu proprio attraverso quell’intesa che contribuimmo in modo decisivo all’individuazione del sito strategico di Insiti, l’area baricentrica su cui oggi sorge questo moderno presidio. Vedere quel disegno prendere finalmente vita è il coronamento di un lungo percorso». Sotto la lente del Welfare, Straface ha poi sottolineato come la struttura rappresenti un pilastro fondamentale per la coesione sociale e la tutela delle fasce più fragili, anziani in testa, riducendo drasticamente la migrazione sanitaria.
Le spine dell’inaugurazione: le opposizioni attaccano sulla “scatola vuota”
Di parere diametralmente opposto le forze di minoranza, gli esponenti dell’opposizione e i movimenti ecologisti del territorio, che hanno accolto l’inaugurazione con forte scetticismo e dure critiche. Per i detrattori si tratta di una passerella politica e di un’operazione d’immagine, arrivando a definire il nuovo ospedale una vera e propria «scatola vuota» non ancora pienamente agibile e priva dei requisiti minimi per un funzionamento a regime.
Nel mirino dei critici ci sono soprattutto le gravi carenze infrastrutturali esterne e interne. Si contestano, in particolare, i pesanti ritardi sulla viabilità di accesso al presidio (con i collegamenti stradali ancora provvisori o incompleti), le incertezze sull’allaccio idrico definitivo e la piena funzionalità dei sistemi di scarico e depurazione.
La richiesta che sale dai banchi dell’opposizione e dai comitati civici è quella di fare chiarezza, “nero su bianco”, fornendo un cronoprogramma certo e trasparente. Il timore espresso è che l’apertura dei soli 22 ambulatori serva a mascherare i ritardi sui servizi più complessi e vitali per l’utenza: restano infatti ancora da definire i tempi per l’attivazione del pronto soccorso, delle sale operatorie, delle terapie intensive e delle specialistiche d’avanguardia come la medicina nucleare.
La sfida dell’operatività reale
L’apertura dei primi ambulatori rappresenta indubbiamente uno snodo cruciale per la sanità della Sibaritide, un territorio che da decenni sconta una drammatica carenza di servizi. Tuttavia, il vero banco di prova per la Regione Calabria si giocherà nei prossimi mesi. La sfida sarà quella di dimostrare che il presidio di Insiti non rimarrà un’opera parzializzata: bisognerà completare rapidamente le infrastrutture primarie di collegamento e garantire un trasferimento dei reparti che sia sicuro per i pazienti e sostenibile per il personale sanitario, trasformando la “scatola” in un ospedale pienamente operativo a 360 gradi.





