Vertenza Konecta Calabria: 650 famiglie col fiato sospeso. Il progetto della sanità digitale rischia il naufragio
Scadono gli ammortizzatori sociali per gli ex dipendenti Abramo Customer Care. I sindacati proclamano lo stato di mobilitazione: «Basta con gli interventi spot, serve un piano industriale serio».
CATANZARO – Il tempo stringe e la tensione sociale sale in Calabria. Dietro i numeri della vertenza Konecta R si nasconde il destino di circa 650 famiglie, per la stragrande maggioranza ex dipendenti della Abramo Customer Care, che oggi vivono sospese in un limbo di incertezza. Al centro della disputa c’è il maxi-progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche sanitarie, un’operazione da circa 20 milioni di euro finanziata congiuntamente dalla Regione Calabria e dal Governo nazionale. Quello che era stato presentato come un modello pionieristico per la sanità digitale italiana rischia ora di trasformarsi nell’ennesima vertenza irrisolta del Mezzogiorno.
Il nodo del piano industriale e le nubi sul progetto sanitario
I sindacati denunciano da mesi l’assenza di comunicazioni chiare sul piano di rilancio aziendale e sul reale coinvolgimento della Regione. Con la scadenza degli ammortizzatori sociali ormai imminente, il timore è che il progetto possa naufragare senza un sostegno strutturale e una visione industriale di lungo termine.
Dal canto suo, Konecta R ha fatto sapere di aver già trasmesso i dati richiesti alla Prefettura di Catanzaro. La palla passa ora al tavolo ministeriale già programmato, un appuntamento cruciale in cui l’azienda dovrà fare chiarezza sulle tutele occupazionali e sulle tappe del piano di rilancio.
Mobilitazione sindacale e la tempesta perfetta sui contact center
Le sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni sono state categoriche: in mancanza di impegni precisi e garanzie per il futuro dei 650 lavoratori, scatteranno immediatamente forme di mobilitazione e di lotta sul territorio.
La vertenza calabrese si colloca peraltro in un contesto macroeconomico estremamente delicato per il comparto dei contact center (Crm/Bpo). Il settore sta affrontando una crisi strutturale senza precedenti, accelerata dall’introduzione dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di automazione, che stanno erodendo i volumi di lavoro tradizionali. A livello nazionale, lo stesso gruppo Konecta ha già ventilato eccedenze di personale, rendendo lo scenario locale ancora più instabile.
Per i rappresentanti dei lavoratori il tempo delle attese è scaduto. La richiesta rivolta alle istituzioni e ai vertici aziendali è quella di abbandonare la logica dei finanziamenti “spot” temporanei, trasformando l’investimento sulla sanità digitale in una politica industriale stabile, capace di garantire occupazione di qualità e sviluppo tecnologico per la Calabria.





