Sviluppo Sud Palmi, coach Paolo Montagnani guarda alla nuova stagione: «Prima il lavoro, poi i sogni»
Un mix vibrante di elettricità agonistica, radici profonde e quella ferrea, quasi ostinata, dedizione alla fatica quotidiana. È questa la miscela con cui Paolo Montagnani, timoniere della Sviluppo Sud – Luck Volley Palmi, si appresta a varcare la soglia della nuova stagione sportiva. Il suo è un manifesto programmatico tanto lucido quanto privo di fronzoli: l’abbraccio della piazza è benzina pura per il motore neroverde, d’accordo, ma a pesare sulla bilancia del campionato saranno esclusivamente i fatti. Sudore e disciplina, senza sconti.
Il tecnico toscano non reprime l’emozione quando il pensiero corre alle tribune calde del PalaSurace, un fortino che si prepara a riaccendere i riflettori.
«Giocare a Palmi sarà per noi coinvolgente. Avendo vissuto la città sentiamo in tantissime persone l’aspettativa e la felicità per avere di nuovo un appuntamento con la pallavolo».
Un legame viscerale, quello con la comunità calabrese, cementato durante lo scorso campionato e oggi pilastro portante di un progetto che vuole continuare a stupire. La riconferma sulla panchina della Sviluppo Sud rappresenta per Montagnani un attestato di stima reciproca, un’opportunità per cui non manca di tributare un ringraziamento speciale al patron Pino Carbone, artefice di un’accoglienza calorosa che ha travalicato i confini del rettangolo di gioco.
«Sono contento di rimanere e di abbracciare l’entusiasmo e la visione del presidente Carbone, che devo ringraziare per come ha fatto vivere a me e alla mia famiglia questa prima avventura a Palmi».
Ma se il cuore batte forte, la mente del coach resta fredda, analitica. Specialmente quando il discorso scivola sulle dinamiche del mercato estivo e sulla fisionomia del roster che sta prendendo forma. La società si è mossa con tempismo e ambizione, eppure Montagnani rifugge con forza qualsiasi tentazione di facile trionfalismo. Piedi piantati a terra. Sempre.
«Pensiamo di aver migliorato la squadra sotto parecchi punti di vista, ma questo non ci assicura niente. Sarà il lavoro fatto con massima esigenza e tolleranza a dirci quanto saremo forti».
Una dichiarazione che è anche una lezione di realismo applicato allo sport di alto livello. Nella giungla della Serie A2, dove ogni dettaglio può fare la differenza tra la gloria e il baratro, l’alchimia di un gruppo non si acquista al mercato: si forgia in palestra, ripetizione dopo ripetizione, limando le imperfezioni e alzando costantemente l’asticella dell’autodisciplina.
La chiosa del tecnico è una vera e propria dichiarazione di guerra all’illusione, una bussola etica per guidare la squadra nella tempesta del prossimo torneo.
«In A2 non si fanno proclami, si lavora tanto e solo dopo… si sogna!».
Niente voli pindarici, dunque, ma una solida e pragmatica fiducia nei propri mezzi. Palmi freme, l’attesa cresce e la città è pronta a spingere i suoi giganti. Ma la strada per il paradiso, come ricorda Montagnani, passa inevitabilmente per il purgatorio del lavoro quotidiano. Ora, la parola spetta al taraflex.





