Pizzo, cagnolina colpita a morte in spiaggia: proprietario e accusato si smentiscono a vicenda
PIZZO – Un drammatico episodio consumatosi sulla spiaggia di un complesso condominiale a Pizzo ha riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza e sulla tutela degli animali, suscitando una vasta ondata di sdegno pubblico. Al centro della vicenda, la morte di una cagnolina di razza Schnauzer nano, deceduta a causa delle gravissime lesioni riportate in circostanze ancora parzialmente da chiarire. Sul caso, che vede contrapposte due ricostruzioni diametralmente opposte, indagano le autorità competenti, mentre le associazioni animaliste e l’amministrazione comunale annunciano battaglia legale.
L’accusa del turista: “Colpita violentemente con l’asta di un ombrellone”
La prima ricostruzione dei fatti arriva dal proprietario dell’animale, un turista di nazionalità tedesca. Secondo la sua denuncia, la cagnolina stava correndo verso un altro cane quando un uomo avrebbe improvvisamente impugnato l’asta metallica di un ombrellone, colpendola con estrema violenza alla testa. Il turista ha fermamente negato che lo Schnauzer avesse aggredito o morso alcuno dei presenti.
La corsa disperata verso una clinica veterinaria non è purtroppo bastata a salvare l’animale: le fratture e le lesioni riportate erano talmente gravi da rendere inevitabile l’eutanasia per evitare ulteriori sofferenze. Il proprietario ha inoltre riferito di essere stato a sua volta aggredito fisicamente durante concitati momenti successivi all’accaduto, riportando traumi ed escoriazioni per le quali ha dovuto ricevere cure mediche.
La difesa dell’indagato: “Un gesto involontario per difendere mio figlio”
Di tutt’altro tenore la versione fornita dall’uomo accusato dell’uccisione, il quale, assistito dal proprio legale, rigetta la ricostruzione del turista. Secondo la difesa, l’uomo sarebbe intervenuto esclusivamente per proteggere il figlio di sei anni, che si sarebbe trovato inseguito e poi morso da alcuni cani lasciati liberi e senza guinzaglio sulla spiaggia.
L’indagato sostiene di aver brandito il palo dell’ombrellone con l’unico scopo di spaventare e allontanare gli animali, e che il ferimento dello Schnauzer sarebbe stato del tutto accidentale e non intenzionale. La difesa nega inoltre qualsiasi tipo di colluttazione fisica con il turista tedesco, sottolineando come sia stato lo stesso genitore a richiedere l’immediato intervento delle forze dell’ordine sul posto. L’uomo ha comunque espresso profondo rammarico per la tragica fine dell’animale.
Mobilitazione delle associazioni e del Comune
La vicenda ha sollevato una dura reazione da parte del tessuto sociale e delle istituzioni locali. Le sigle animaliste Oipa, Argo, Lav e Amore Randagio, in sinergia con il Comune di Pizzo, hanno espresso ferma condanna per l’accaduto e annunciato l’intenzione di intraprendere vie legali, inclusa la possibile costituzione di parte civile in un eventuale processo. Le associazioni hanno inoltre lanciato un appello pubblico rivolto a eventuali testimoni oculari affinché forniscano elementi utili a fare piena luce sulla dinamica.
Al momento, le indagini proseguono per fare chiarezza sulla successione degli eventi. Saranno i riscontri oggettivi, i referti medici e veterinari, insieme alle testimonianze raccolte, a determinare le responsabilità penali di una vicenda che ha profondamente scosso la comunità locale.





