La scuola come presidio di pace: parte la XII edizione del Premio Giovanni Grillo
Dal dramma degli Internati Militari Italiani all’articolo 30 della Costituzione: al via il concorso nazionale che sfida gli studenti a trasformare la memoria storica in cittadinanza attiva contro la violenza giovanile.
ROMA – In un’epoca in cui la cronaca scolastica è troppo spesso turbata da episodi di violenza, aggressioni ai docenti e giovanissimi che varcano la soglia delle aule portando con sé armi, la scuola italiana risponde alle emergenze del presente stringendosi attorno ai suoi valori più nobili: la memoria, il dialogo e la Costituzione.
È in questo delicato contesto che il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha ufficialmente dato il via alla dodicesima edizione del Concorso Nazionale “Premio Giovanni Grillo” per l’anno scolastico 2026/2027. L’iniziativa, ideata e promossa dall’omonima Fondazione con sede a Ferrara, si avvale della media partnership di Rai Cultura e del prestigioso patrocinio di Rai Per la Sostenibilità ESG, dell’Aeronautica Militare, del Ministero della Cultura e dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri. Il bando è rivolto a tutte le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, sia statali che paritarie, sull’intero territorio nazionale.
Il tema: educare alla pace per arginare il disagio
Il titolo scelto per questa edizione traccia una linea ideale tra i doveri educativi della famiglia e i sacrifici della nostra storia: “Crescere in pace: dall’art. 30 della Costituzione agli Internati Militari Italiani”. Non si tratta di una semplice celebrazione accademica, ma di una chiamata all’azione per le nuove generazioni.
«Educare alla pace non può ridursi a un principio astratto», ha dichiarato con forza Michelina Grillo, presidente della Fondazione. «Significa prevenire la violenza, riconoscere il disagio, insegnare il rispetto delle regole e delle persone, promuovere l’ascolto e offrire ai ragazzi strumenti non violenti per affrontare conflitti e frustrazioni».
Nelle parole della presidente emerge la necessità di restituire alla scuola il suo ruolo originario: un porto sicuro di crescita, confronto e cittadinanza. In questo percorso, la memoria degli Internati Militari Italiani (IMI) – i soldati che dopo l’8 settembre 1943 dissero “no” al nazismo e al fascismo, pagando con la prigionia nei lager – non è un capitolo polveroso dei libri di storia, ma una straordinaria lezione di dignità, responsabilità individuale e rifiuto di ogni forma di sopraffazione.
La memoria diventa legge dello Stato
Il concorso di quest’anno assume una rilevanza ancora più profonda alla luce della recente Legge n. 6 del 13 gennaio 2025, che ha istituito ufficialmente la Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi. Un traguardo legislativo che consolida il dovere di custodire e tramandare una pagina storica che ha segnato nel profondo migliaia di famiglie italiane, rendendola parte integrante e viva della coscienza civile del Paese.
Attraverso attività di studio, ricerca storica e rielaborazione creativa – che spaziano dai testi scritti alle arti visive e multimediali – gli studenti saranno chiamati a riflettere sul legame indissolubile tra il passato e la nostra Carta costituzionale. Il punto di partenza sarà l’Articolo 30 della Costituzione, incentrato sul diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli, inteso come primo nucleo fondamentale per la nascita di cittadini consapevoli e di una società pacifica. L’obiettivo finale è chiaro: trasformare la conoscenza della storia in responsabilità quotidiana.
Come partecipare
Le scuole interessate a raccogliere la sfida del Premio Giovanni Grillo possono consultare il bando completo, scaricare gli allegati e trovare tutte le informazioni utili per la presentazione degli elaborati direttamente sul sito ufficiale della Fondazione all’indirizzo fondazionepremiogrillo.it o sul portale web di Rai Cultura.





