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Agricoltura, a Crotone l’assemblea plenaria della CIA: confermato lo stato di agitazione permanente

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Si è svolta questa mattina, a Crotone, l’assemblea plenaria di CIA-Agricoltori Italiani Calabria, convocata nell’ambito della mobilitazione avviata per denunciare la crisi economica e strutturale che sta mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende agricole regionali.

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L’incontro, ospitato dal Centro Studi Calabrodental di via Enrico Fermi, ha visto la partecipazione del presidente nazionale della CIA, Cristiano Fini, e dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo. Il dibattito è stato moderato dal giornalista Salvatore Audia e introdotto dalla relazione del presidente regionale della CIA Calabria, Nicodemo Podella.

Al centro dei lavori è stato presentato il manifesto “Terra Calabra: Dignità, Sovranità, Futuro”, elaborato dall’organizzazione per affrontare le principali criticità del comparto primario. La CIA ha evidenziato le difficoltà che stanno interessando trasversalmente zootecnia, ortofrutta, frumento, olivicoltura e viticoltura, con aziende schiacciate dall’aumento dei costi di produzione e da prezzi all’origine sempre più bassi.

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Tra le richieste avanzate figurano una maggiore tracciabilità delle materie prime e controlli più stringenti sulle importazioni, a partire dai principali snodi commerciali regionali. È stata inoltre ribadita la necessità di introdurre prezzi equi, calcolati sulla base dei costi medi Ismea, di contrastare le pratiche commerciali sleali e di istituire un osservatorio regionale permanente sui costi di produzione.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al principio di reciprocità, con la richiesta di vietare l’ingresso di prodotti provenienti da Paesi extra-Ue che non rispettino gli stessi standard ambientali, sociali e sanitari previsti per gli agricoltori italiani.

Nel corso dell’assemblea è emersa, inoltre, la gravità dell’emergenza legata alla fauna selvatica, soprattutto alla proliferazione dei cinghiali. Secondo la CIA Calabria, gli attacchi stanno causando ingenti danni alle colture, riducendo i redditi delle imprese e mettendo a rischio la sicurezza degli operatori nelle aree rurali.

Al termine dell’incontro, la presidenza regionale ha confermato il mantenimento dello stato di agitazione permanente fino all’arrivo di risposte concrete e immediate da parte delle istituzioni. La CIA ha ribadito che difendere le aziende agricole significa tutelare il territorio, l’occupazione e la sicurezza alimentare della Calabria.

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