Cronaca

Inferno di gomma nell’area ex SIR di Lamezia: aria sotto lente e polemiche sulla sicurezza

Una colonna di fumo denso, acre e impenetrabile ha squarciato il cielo della Piana lametina nel primo pomeriggio di domenica 28 giugno, visibile a chilometri di distanza come un sinistro presagio. L’incendio, violento e improvviso, si è sviluppato all’interno di un impianto di raccolta e riciclo di pneumatici situato nella zona industriale “Papa Benedetto XVI”, l’area storicamente nota come ex SIR di Lamezia Terme.

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Notte di fuoco: la macchina dei soccorsi e il blocco stradale

Le fiamme hanno trovato terreno fertile. Cataste di pneumatici fuori uso e materiali in gomma hanno alimentato un rogo di vaste proporzioni, la cui estinzione ha richiesto un dispiegamento massiccio di forze. Oltre venti Vigili del Fuoco, supportati da otto automezzi d’emergenza, hanno lottato contro il muro di fuoco per ore, proseguendo senza sosta per tutta la notte le delicate e faticose operazioni di smassamento del materiale combusto, raffreddamento dei focolai ancora attivi e bonifica del sito.

Il caos non ha risparmiato la viabilità. Per garantire l’incolumità pubblica e agevolare il transito dei mezzi di soccorso, le autorità hanno disposto la chiusura temporanea di un tratto nevralgico della Strada Statale 18 “Tirrena Inferiore”, deviando il traffico su percorsi alternativi. Fortunatamente, non si registrano feriti o intossicati tra il personale dell’impianto o i soccorritori. Le cause del disastro? Ancora avvolte nel mistero, con le indagini tuttora in corso per accertare l’origine del rogo.

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Allarme tossicità e scontro politico

Mentre i focolai si spengono lentamente, si accende il dibattito sulla sicurezza ambientale. Su sollecitazione immediata dei Vigili del Fuoco, i tecnici dell’ARPACAL sono intervenuti sul posto per avviare un monitoraggio straordinario della qualità dell’aria. Sono stati posizionati campionatori ad alto volume, progettati per intercettare e quantificare la presenza di polveri sottili, diossine e altri inquinanti altamente tossici derivanti dalla combustione della gomma. I dati, una volta elaborati, saranno trasmessi alle autorità sanitarie e resi noti alla cittadinanza.

Ma la preoccupazione corre più veloce delle analisi chimiche. Tra i residenti delle aree limitrofe e gli imprenditori agricoli della Piana serpeggia l’inquietudine per le possibili ricadute di sostanze nocive sui terreni e sulle colture. Una tensione cavalcata anche dalla politica locale: il Partito Democratico ha espresso dure critiche sulla gestione comunicativa dell’evento, lamentando una grave carenza di linee guida ufficiali e tempestive per informare i cittadini sui reali rischi per la salute pubblica e per l’ecosistema circostante.

Attualmente la situazione appare sotto controllo, ma la ferita ecologica resta aperta. Si attende ora il responso dei laboratori per capire quanto profondo sia il segno lasciato da questa domenica di fuoco.

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