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VIDEO – Crotone, trattori in strada sulla Statale 106: scatta la protesta contro il caro carburanti

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La mobilitazione blocca lo svincolo di Passovecchio. Disagi alla viabilità e presidi delle forze dell’ordine nell’ambito della protesta nazionale «L’Italia scende in piazza».

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CROTONE — Mattinata di caos e forti tensioni sul fronte della viabilità a Crotone, dove la protesta dei lavoratori della terra è tornata a farsi sentire con forza. Dalle prime ore del mattino, un fitto presidio di agricoltori ha parzialmente bloccato la strada statale 106 Ionica, concentrandosi in particolare all’altezza dello snodo strategico della rotonda di Passovecchio. Nel mirino dei manifestanti, il vertiginoso aumento dei costi energetici e, soprattutto, il caro carburanti che sta mettendo in ginocchio l’intero comparto agricolo locale.

La mobilitazione e il territorio

L’iniziativa si inserisce nella più ampia cornice della mobilitazione nazionale ribattezzata “L’Italia scende in piazza”. In Calabria la protesta ha assunto dimensioni significative, registrando l’adesione di oltre 3.000 persone tra movimenti agricoli, produttori e semplici cittadini, pronti a presidiare i punti nevralgici della rete stradale regionale. Nel Crotonese, a farsi promotori del blocco stradale sono stati il Movimento Popolare e il Gruppo Agricoltori del Crotonese, che hanno schierato decine di trattori e mezzi pesanti lungo le carreggiate per richiamare l’attenzione delle istituzioni.

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Traffico in tilt e rivendicazioni

Inevitabili le ripercussioni sul traffico veicolare. La parziale chiusura della rotatoria che collega la Statale 106 alla Statale 107 Silana Crotonese ha paralizzato il flusso di auto e mezzi pesanti, causando lunghe code e pesanti disagi per i pendolari diretti verso il capoluogo. Sul posto sono intervenuti tempestivamente gli agenti della Polizia Stradale e le forze dell’ordine per monitorare la situazione, gestire la sicurezza e tentare di deviare il traffico su percorsi alternativi.

Le ragioni della protesta, tuttavia, rimangono ferme. Gli agricoltori chiedono a gran voce interventi strutturali immediati: in cima alla lista delle rivendicazioni figurano il taglio netto del costo del gasolio agricolo, una revisione delle accise e misure di sostegno concrete per contrastare l’impennata dei costi di produzione che rischia di soffocare una delle economie trainanti del territorio. Il presidio di Passovecchio si conferma così uno dei fulcri caldi di una mobilitazione che promette di non fermarsi senza risposte certe da parte del governo.

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