Crisi Idrica: L’Attacco Politico che Ignora le Responsabilità
Crotone – La crisi idrica che affligge la Calabria continua a destare preoccupazione, e l’Associazione Avvocati dei Consumatori alza la voce contro la gestione del Comune. In particolare, l’Avv. Paola Bellomo critica la strategia comunicativa del Sindaco Vincenzo Voce, definita come una “manovra del silenzio”. Secondo la Bellomo, l’amministrazione si è concentrata su un attacco a A2A, cercando di eludere le responsabilità di Sorical e Arrical riguardo a un danno ventennale e alla perdita del 50% dell’acqua.
Il Sindaco, pur riconoscendo che “l’acqua non è una merce, è un diritto inviolabile”, viene accusato di utilizzare questa retorica per mascherare un fallimento sistemico. La critica è rivolta esclusivamente a A2A, mentre le responsabilità di Sorical, il direttore generale della quale ha ammesso che la crisi è un “problema di sistema” derivante da decenni di inefficienze, vengono trascurate.
L’inerzia del Comune, secondo l’Associazione, è legata a un fallimento storico negli investimenti e a una rete di potere che unisce il Sindaco agli esponenti di Arrical, responsabili dell’approvazione di tariffe elevate. La mancata risposta alla diffida formale inviata al Comune e al Prefetto evidenzia le difficoltà di giustificare la gestione attuale in sede istituzionale.
Nonostante la riduzione della portata da Calusia, il 50% dell’acqua continua a essere disperso nella rete di Sorical, e l’attacco selettivo a A2A non risolve il danno economico e legale che i consumatori devono affrontare. La tariffa attuale, che penalizza i cittadini per questo spreco, rimane illegittima.
L’Associazione Avvocati dei Consumatori lancia un appello al Comune affinché abbandoni la strategia dello scarico barile e adotti misure concrete a tutela dei cittadini:
- Rispondere immediatamente alla diffida formale, affrontando Sorical e Arrical con la stessa determinazione riservata ad A2A.
- Procedere al pagamento degli indennizzi automatici per la violazione della Carta dei Servizi e sostenere la richiesta di risarcimento per il disagio subito.
- Implementare un piano trasparente per il recupero delle perdite, affrontando la questione della dispersione del 50% dell’acqua.
L’acqua, ribadisce l’Associazione, deve essere riconosciuta come un diritto inviolabile e non un strumento politico.

