Olio, stretta anti-frode: nuove regole sulla tracciabilità per difendere il Made in Italy
CATANZARO — La Calabria si schiera per la trasparenza nel mercato dell’olio. Dopo l’assemblea di Coldiretti Calabria alla Cittadella regionale, alla quale hanno partecipato il presidente Occhiuto, l’assessore Gallo e i vertici regionali, l’organizzazione rilancia l’allarme per l’aumento degli arrivi di olio straniero in Italia, cresciuti del 57% nel 2025, e plaude alle nuove misure dell’Icqrf sulla tracciabilità.
Coldiretti e Unaprol, che definiscono la questione «cruciale» per l’economia agricola regionale, esprimono soddisfazione per il provvedimento che dal 1° marzo 2026 imporrà l’obbligo di indicare nel Registro Telematico (Rto) la natura degli oli importati in regime di Perfezionamento Attivo (Tpa) e le operazioni di «equivalenza». Secondo le associazioni, si tratta di un passo necessario per colmare una «zona grigia» che ha favorito l’ingresso a dazio zero di oli extra-UE senza garanzie sulla destinazione finale.
La denuncia di Coldiretti e Unaprol sottolinea come la normativa sul Tpa abbia contribuito negli anni a comprimere i prezzi dell’olio italiano: l’esempio citato è quello dell’olio tunisino, che entra nel mercato italiano a circa 3,5 euro al litro e — secondo le associazioni — non sempre è soggetto a controlli puntuali, problema recentemente sollevato anche dalla Corte dei Conti UE.
«Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento per l’intervento dell’Icqrf», dichiarano Coldiretti e Unaprol, ricordando che la digitalizzazione dei registri è «un’arma di precisione contro le ambiguità». Le nuove direttive del Masaf prevedono l’uso di diciture specifiche nel registro telematico per ogni operazione relativa agli oli in Tpa e sanzioni severe in caso di inadempienza.
Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, ha definito la misura «un atto di chiarezza» a tutela dei produttori onesti e dei consumatori, spiegando che conoscere con precisione la filiera degli oli importati è fondamentale per evitare concorrenza sleale che deprezza il Made in Italy. «Chi rispetta le regole non ha nulla da temere», ha aggiunto.
Coldiretti e Unaprol chiedono inoltre che il Masaf proceda rapidamente all’aggiornamento tecnico dell’applicativo Rto, come sollecitato dall’Ispettorato, per completare il passaggio a un sistema di tracciabilità automatizzato per il Tpa. «Sarà l’ultimo tassello di un percorso di legalità che vede l’Italia all’avanguardia in Europa», conclude il presidente di Coldiretti Calabria, Granieri, promettendo vigilanza affinché il Registro Telematico diventi uno strumento condiviso anche a livello europeo per tutelare la reputazione degli oli extravergini nazionali.




