Cronaca

Nicotera, spaccio nonostante i domiciliari: un 39enne finisce in carcere

Un’operazione dei Carabinieri della Compagnia di Tropea ha interrotto una fiorente attività di spaccio a Nicotera, culminata con l’arresto in flagranza di reato di un 39enne del posto, una figura già nota alle Forze dell’Ordine. L’uomo, paradossalmente, si trovava già agli arresti domiciliari, ma beneficiava di un’autorizzazione che gli consentiva di lasciare la propria abitazione in determinate fasce orarie, una libertà che avrebbe sfruttato per continuare i suoi traffici illeciti.

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Il blitz è scattato durante un ordinario servizio di controllo del territorio. L’attenzione dei militari è stata catturata da un movimento sospetto: hanno osservato il 39enne mentre cedeva una dose di marijuana, del peso di circa 13 grammi, a un altro individuo. Quest’ultimo è stato immediatamente fermato e segnalato alla Prefettura di Vibo Valentia come assuntore, secondo quanto previsto dall’articolo 75 del D.P.R. 309/1990.

Ma è stata la successiva perquisizione domiciliare a svelare la vera entità dell’attività illecita, trasformando un singolo episodio di spaccio in un quadro ben più grave. All’interno dell’abitazione è stato rinvenuto un vero e proprio market della droga, meticolosamente suddiviso: 54 dosi di cocaina per un peso complessivo di quasi 39 grammi, 16 dosi di hashish per circa 90 grammi e altre 7 dosi di marijuana. A completare il kit dello spacciatore, tre bilancini di precisione e la somma di 1.465 euro in contanti, ritenuta il provento dell’attività criminale. Tutto il materiale è stato immediatamente posto sotto sequestro.

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La Procura della Repubblica di Vibo Valentia, costantemente informata dagli sviluppi dell’operazione, ha inizialmente disposto che l’arrestato tornasse ai domiciliari in attesa dell’udienza. All’esito del confronto con il giudice, però, l’arresto è stato convalidato e, data la gravità degli indizi raccolti, è stata applicata la misura più severa della custodia cautelare in carcere.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari; pertanto, per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza irrevocabile di condanna.

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