Caloveto, inaugurata la Biblioteca che sfida la narrazione di una Calabria cenerentola
Inaugurare una biblioteca nella piazza di un piccolo borgo dell’entroterra non è semplicemente tagliare un nastro. A Caloveto, questo gesto trascende il rito dell’opera pubblica per assurgere a manifesto: un investimento audace sulla cultura, sui libri, ma soprattutto sui bambini, trasformando una fredda sala polifunzionale in un luogo caldo, identitario, vivo. È una scelta precisa sul valore immateriale della qualità, che segna un’inversione di rotta dopo anni di oblio, in cui i selciati venivano coperti d’asfalto e i centri storici smarrivano la propria anima.
Questa inaugurazione, come ha sottolineato l’assessore regionale Gianluca Gallo, testimonia la forza di una decisione che va oltre le incombenze della quotidianità. “L’Amministrazione Comunale,” ha dichiarato Gallo, elogiando il sindaco Umberto Mazza, “ha avuto chiara l’ambizione alla qualità, trasformando il progetto in un luogo di libertà e restituendo un pezzo di futuro alle nuove generazioni.” Un messaggio inequivocabile, che risuona ben oltre i confini locali: la Calabria non è più Cenerentola.
L’evento, intitolato provocatoriamente “La Calabria inedita dell’entroterra. Cenerentola a chi?”, ha raccolto attorno al sindaco Mazza una folta schiera di amministratori, imprenditori e intellettuali, tutti concordi nel definire l’apertura della biblioteca un atto di coraggio e fiducia. Un faro acceso nel cuore della comunità, come l’ha definito il sindaco di Saracena, Renzo Russo.
Ma c’è di più. In un’epoca dominata dalla tirannia degli algoritmi, questa biblioteca si propone come un tempio laico di libertà. “Qui si restituisce ai bambini la voglia di disegnare invece che alienarsi su uno smartphone,” ha affermato il comunicatore Lenin Montesanto, “di scoprire il profumo della carta, di sentirsi al riparo dalla dittatura degli uffici tecnici che troppo spesso tengono in ostaggio i sindaci.” A Caloveto si è puntato sui contenuti, rifiutando la logica dei contenitori vuoti, riempiti con progetti fotocopia senza anima né futuro.
E i contenuti sono straordinari. Circa il 90% dei volumi è dedicato a bambini e ragazzi, con un’attenzione quasi maniacale all’inclusività: libri tattili, testi in braille e in Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), audiolibri e strumenti per utenti con DSA. Un presidio umano, prima ancora che culturale, come ha sottolineato Raffaella Ciardullo, presidente di FIVI Calabria, perché “l’entroterra oggi non è più margine, ma un luogo di nuova interpretazione, dove la bellezza può davvero salvare il mondo.”
Le parole di Fulvia Michela Caligiuri, Direttore Generale di Arsac, catturano l’essenza dell’iniziativa: “Vedere tanti bambini con libri e matite in mano, nel centro di un borgo che da oggi è ancora più bello, è il segno distintivo di comunità illuminate che sanno effettivamente su cosa puntare.” È questa la Calabria che smette di narrarsi con toni di divisione e sceglie di condividere paesaggi, ricchezze e, soprattutto, un futuro da scrivere insieme.





