Tragedia a Cosenza, si spegne a 18 mesi: la Procura apre un’inchiesta
Un dramma avvolto da interrogativi, una vita interrotta troppo presto. Una bambina di soli 18 mesi, originaria della piccola comunità di Bocchigliero, si è spenta tra le mura dell’ospedale Annunziata di Cosenza dopo un calvario di quasi dieci giorni, segnato da inarrestabili disturbi gastrointestinali. Sulla sua morte, ora, la Procura della Repubblica vuole vederci chiaro, aprendo un’inchiesta per fare luce sulle cause e accertare eventuali, tragiche, responsabilità.
La ricostruzione di questa tragedia inizia con un ricovero. La piccola era stata affidata alle cure del reparto pediatrico del nosocomio cosentino per un quadro clinico preoccupante: vomito e diarrea che la tormentavano da giorni, debilitando il suo piccolo corpo. Poi, nella mattinata di ieri, l’improvviso, drammatico precipitare degli eventi. Una crisi acuta, violenta, ha travolto la bambina, culminando in un arresto cardiaco che non le ha lasciato scampo. Inutili si sono rivelati i disperati tentativi di rianimazione da parte dell’équipe medica. Il suo cuore ha smesso di battere intorno alle 8:50.
Mentre la famiglia è distrutta dal dolore, la macchina della giustizia si è immediatamente messa in moto. La Procura di Cosenza ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, e ha ordinato il sequestro di tutta la documentazione sanitaria relativa al ricovero, a partire dalla cartella clinica. Un atto dovuto per congelare la situazione e analizzare ogni singolo passaggio delle cure ricevute.
Il passo successivo, e cruciale per l’indagine, sarà l’autopsia. L’esame, che verrà eseguito presso l’istituto di medicina legale, è l’atto irripetibile che potrà fornire le prime, vere risposte. Dovrà stabilire se il decesso sia stato la tragica ma inevitabile conseguenza di una patologia aggressiva o se, dietro questa morte, possano celarsi profili di responsabilità sanitaria. Ogni ipotesi, al momento, resta sospesa, in attesa che la scienza medica offra una verità a una famiglia e a una comunità che chiedono soltanto di capire perché.





