Sciame Sismico a Longobucco: Le Scosse proseguono dalle prime ore del 2 marzo l’ ultima mentre scriviamo alle 18,54
Longobucco (Cs), 3 marzo 2026 — Un’intensa attività sismica ha interessato oggi l’area di Longobucco e i territori limitrofi della Sila calabrese. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha registrato oltre venti eventi tellurici, con epicentri concentrati tra Longobucco e San Giovanni in Fiore.
Nel corso del pomeriggio è stata rilevata una scossa di magnitudo 2.0 nella zona di Longobucco; alle 19:00 un altro evento ha raggiunto magnitudo 2.5 a una profondità di 10,7 km. Complessivamente il fenomeno ha raggiunto un picco di magnitudo 2.2 in altri rilevamenti della giornata. L’attività era iniziata durante la notte con una prima scossa di magnitudo 1.1, a circa 15,6 km di profondità, a sud di Longobucco.
Cronologia sintetica delle scosse rilevate dall’INGV tra il 2 e il 3 marzo (magnitudo quando segnalata)
- 2 marzo, 01:08 — Longobucco: M 1.1
- 2 marzo, 01:38 — San Giovanni in Fiore: M 1.3
- 2 marzo — numerosi eventi a Longobucco e limitrofi (magnitudo tutte inferiori a 2.0), con segnalazioni anche a Scandale (21:08, M 1.6)
- 3 marzo — prosecuzione dello sciame con molte repliche a Longobucco e San Giovanni in Fiore; tra le scosse riportate nella giornata alcune hanno raggiunto fino a M 2.5
Contesto e raccomandazioni L’attività sismica calabrese è risultata in aumento negli ultimi giorni: il 25 febbraio nel Crotonese era stata registrata una scossa di magnitudo 3.5. Gli enti scientifici e le autorità locali proseguono il monitoraggio continuo dell’area. Alla popolazione si raccomanda di attenersi alle indicazioni della Protezione Civile e dell’INGV e di seguire gli aggiornamenti ufficiali per ogni eventuale evoluzione.
Uno sciame sismico è una sequenza di numerosi eventi tellurici concentrati in breve tempo in un’area limitata. Nel contesto della Calabria, regione a più alto rischio sismico d’Italia attraversata da faglie particolarmente pericolose, tali fenomeni possono avere diverse interpretazioni:
Possibili scenari
- Rilascio graduale di energia: Lo sciame potrebbe rappresentare un rilascio progressivo di tensione lungo una faglia, che “scarica” l’energia accumulata attraverso molti piccoli eventi anziché un singolo terremoto di forte magnitudo. In questo caso, il fenomeno potrebbe limitarsi allo sciame stesso senza preannunciare forti scosse successive.
- Precursore di un evento maggiore: In alcuni casi, sequenze di scosse di bassa magnitudo possono precedere un terremoto di magnitudo superiore, anche se questa correlazione non è sempre prevedibile e varia a seconda della zona e della struttura geologica.
- Attività ordinaria della faglia: Gli sciami sismici sono fenomeni relativamente comuni in aree tettonicamente attive come la Sila calabrese e potrebbero rappresentare semplicemente la normale dinamica delle faglie locali.
Il monitoraggio continuo dell’INGV rimane fondamentale per interpretare l’evoluzione dell’attività sismica e fornire raccomandazioni alle autorità di protezione civile.




