AmbientePoliticaVideo News

VIDEO – Bonifica a Crotone, il PD attacca: “Inaccettabile il doppio ruolo di Eni”

CROTONE – Riflettori di nuovo accesi sulla bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone, una delle ferite più profonde e complesse del territorio. L’occasione è stata un incontro promosso dal Partito Democratico, tenutosi ieri sera nella sala consiliare del Comune, che ha visto una forte partecipazione istituzionale e politica, unita nella preoccupazione per lo stallo dei lavori e nella critica verso la gestione commissariale e il ruolo di Eni Rewind.

Pubblicità

Al centro del dibattito, la questione dei rifiuti industriali e il recente ritrovamento del Ternorm (materiale radioattivo di origine naturale) nelle aree di scavo, un imprevisto che ha ulteriormente complicato il percorso di risanamento e portato Eni a interrompere le operazioni di bonifica.

L’evento ha riunito figure chiave del Partito Democratico a livello locale, regionale e nazionale, tra cui il segretario provinciale Leo Barberio, la presidente dell’assemblea provinciale Carolina Girasole, il capogruppo in Consiglio regionale Ernesto Alecci, il deputato Nico Stumpo, il responsabile ambiente del PD nazionale Stefano Vaccari e il segretario regionale e senatore Nicola Irto. Presente anche la consigliera regionale del M5S, Elisabetta Barbuto, a testimonianza di un’attenzione trasversale sul tema.

Pubblicità

Tuttavia, è stato l’intervento dell’ex Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, a infiammare il dibattito, con un duro affondo nei confronti di Eni Rewind. Oliverio ha parlato di un “corto circuito decisionale inaccettabile”, puntando il dito contro la palese anomalia di un sistema in cui Eni si trova ad agire simultaneamente come controllore e controllato.

“È inaccettabile,” ha dichiarato Oliverio, “che chi deve bonificare sia anche il soggetto che decide come, dove e con quali limiti farlo”. Secondo l’ex governatore, questa ambiguità strutturale mina alla base la trasparenza e l’efficacia dell’intero processo, lasciando di fatto alla società un potere discrezionale enorme su scelte che impattano direttamente sulla salute dei cittadini e sul futuro ambientale di Crotone. Un conflitto di interessi che, secondo i presenti, non può più essere tollerato.