Associazione Cittadini Liberi: contro il progetto Avioart «L’aeroporto di Crotone deve volare, non riciclare rifiuti»
CROTONE – Una formale richiesta di accesso agli atti indirizzata a SACAL, ENAC e Regione Calabria per fare luce sull’insediamento della società Avioart S.r.l. all’interno dello scalo pitagorico. L’Associazione Cittadini Liberi esce allo scoperto con una durissima lettera aperta firmata dal presidente, il geologo Giuseppe Pirillo, che esprime una netta e totale contrarietà al progetto: «Questo insediamento non lo vogliamo. L’aeroporto deve essere una porta per il turismo, non l’ennesimo sito di smantellamento rifiuti».
Nel mirino dell’associazione c’è l’affidamento per 25 anni, a titolo gratuito, di circa 15.000 metri quadrati di area airside destinati ad attività di disassemblaggio, smantellamento e riciclaggio di aeromobili. Un’operazione che, secondo i Cittadini Liberi, presenta diversi punti d’ombra a partire dalla stessa compagine societaria.
«Dalla visura camerale – spiega Pirillo nella nota – emerge che Avioart S.r.l. è stata costituita nel dicembre 2024, ha iniziato l’attività nel luglio 2025 e dispone di un capitale sociale di appena 10.000 euro. Il 70% della società appartiene alla Mosmode S.a.s., realtà crotonese attiva nei settori delle bonifiche e della gestione dei rifiuti, attualmente impegnata per conto di Eni nelle bonifiche delle discariche fronte mare di Crotone».
Proprio la struttura societaria e la natura delle attività accendono i dubbi dell’associazione. Come può una realtà con un capitale così esiguo farsi carico di un insediamento industriale di tale portata? Cittadini Liberi chiede trasparenza: «Vogliamo sapere quali interessi economici e industriali sostengano realmente l’operazione e se esistano rapporti con i grandi gruppi già presenti sul territorio, come Eni e A2A, quest’ultima con il proprio inceneritore. Non vogliamo che lo scalo crotonese venga trascinato dentro un nuovo circuito industriale legato ai rifiuti».
La lettera aperta avvia anche una profonda e amara riflessione sul tessuto imprenditoriale locale. Se in passato le critiche venivano rivolte ai cosiddetti “prenditori” venuti da fuori per speculare sul territorio, oggi lo scenario appare mutato: «La riflessione deve essere ancora più seria: Mosmode è una realtà crotonese. Se siamo noi stessi, dall’interno, a contribuire a costruire nuovi intrecci con quei grandi gruppi che abbiamo sempre contestato, allora non possiamo più limitarci a puntare il dito contro chi arriva da fuori».
La visione dell’associazione per il futuro dell’infrastruttura è diametralmente opposta a quella industriale. Per Pirillo e i suoi, l’Aeroporto di Crotone deve puntare esclusivamente su più voli civili, più collegamenti, incremento dei passeggeri e sviluppo turistico. Destinare una porzione strategica dell’area di volo allo smantellamento di aerei per un quarto di secolo significherebbe ipotecare il futuro dello scalo, spingendolo verso una vocazione industriale e di gestione dei rifiuti che la città ha già pagato a caro prezzo in passato.





