L’arte che abbatte le mura del carcere: a Crotone la mostra per riscoprire “VinOli”
Inaugurata nella Casa Circondariale l’esposizione dedicata a Vincenzo Oliveri. Un ponte tra istituto penitenziario e territorio attraverso il colore. L’assessore Cosentino: «Lavoriamo a un percorso itinerante in città»
CROTONE – Le pareti di un carcere che si aprono alla bellezza, al riscatto e alla memoria. È stata inaugurata questa mattina, all’interno della Casa Circondariale di Crotone, la mostra “VinOli – Professione Pittore”, un’esposizione interamente dedicata a Vincenzo Oliveri, l’artista scomparso noto con lo pseudonimo di “VinOli”. L’iniziativa accende i riflettori su una parte significativa della sua produzione artistica, finora custodita gelosamente all’interno dell’istituto penitenziario.
Promossa dalla direzione della Casa Circondariale con il patrocinio del Comune di Crotone, l’iniziativa si spinge ben oltre la semplice valenza espositiva. Le tele di Oliveri si offrono infatti come un filo conduttore capace di ricucire la storia di un uomo che nella pittura ha trovato una via di fuga ideale, uno spazio intimo di riflessione e di pura espressione. L’obiettivo dichiarato è duplice: restituire alla comunità la memoria di un talento rimasto troppo a lungo nell’ombra e offrire alle sue opere una nuova, straordinaria occasione di incontro con il pubblico.
Un parterre istituzionale per il taglio del nastro
Il valore sociale e culturale dell’evento è stato testimoniato dalla presenza di numerose autorità civili e della magistratura al momento del taglio del nastro. All’inaugurazione hanno preso parte l’assessore comunale alle Politiche Sociali, Maria Lucia Cosentino; la direttrice della Casa Circondariale, Mariastella Fedele; il comandante della Polizia Penitenziaria, Claudio Caruso; il questore di Crotone, Renato Panvino; e Maria Luisa Mendicino, vicario del provveditore della Calabria.
Presenti anche Concettina Epifanio, presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, e l’équipe medica e specialistica dell’istituto, tra cui l’esperto psichiatra Lucrezia Bruno, il medico incaricato Giuseppe Palucci e Paolo Sesti, direttore del Dipartimento di salute mentale dell’ospedale “San Giovanni di Dio”. Decisivo, per la macchina organizzativa, il contributo delle funzionarie giuridico-pedagogiche della struttura: Cinzia Sapienza, Caterina Mammoliti e Giusy Biscuso.
«Oltre la storia giudiziaria c’è l’uomo»
«Trovarsi davanti alle opere di Vincenzo Oliveri significa compiere un viaggio dentro una storia umana prima ancora che artistica», ha dichiarato con emozione l’assessore alle Politiche Sociali, Maria Lucia Cosentino. «Queste tele ci ricordano che una persona non può essere racchiusa soltanto nella propria vicenda giudiziaria. Esiste sempre una parte più profonda, fatta di sensibilità, talento, fragilità e capacità di trasformare il vissuto in qualcosa che parla agli altri. VinOli ha affidato alla pittura una parte di sé e oggi quelle opere tornano a dialogare con la città. È un momento importante perché l’arte riesce a superare le barriere, anche quelle più difficili da abbattere».
L’impegno delle istituzioni, tuttavia, non si fermerà all’interno delle mura di via Sotto gli Orti. «Come Comune – ha annunciato l’assessore – sentiamo il dovere di accompagnare questo percorso e fare in modo che non si esaurisca oggi. Lavoreremo per trasformare la mostra in un’esposizione itinerante, portando i quadri di VinOli nelle piazze e nei luoghi simbolo di Crotone. Vogliamo che la sua arte incontri i cittadini, i giovani e l’intera comunità. Custodire la memoria significa permettere a una storia di continuare a parlare, e quella di Oliveri ha ancora molto da dire».
Tre giorni di apertura: spazio a scuole e cittadinanza
La mostra assume così una profonda valenza di integrazione e riabilitazione, proponendosi come un ponte ideale tra la realtà carceraria e il territorio circostante. Le tele di VinOli non chiedono solo di essere guardate, ma pretendono ascolto: ogni pennellata è la traccia di un vissuto che cerca una dimensione ultraterrena e ultra-temporale, capace di evadere dai limiti fisici del cemento e delle sbarre.
L’evento si svilupperà nell’arco di tre giornate. Dopo il debutto odierno riservato agli organi di informazione e alle autorità, il percorso espositivo aprirà le porte alle scolaresche del territorio e alla stessa comunità penitenziaria. Un coinvolgimento attivo pensato soprattutto per le nuove generazioni, chiamate a confrontarsi con una vicenda in cui l’arte si fa strumento di relazione, riscatto e dignità. “VinOli – Professione Pittore” si configura così come un atto di pura restituzione: quella di una collezione di quadri, certo, ma soprattutto quella della dignità e della memoria di un uomo.





